Ceo: deal Damiani- Baume & Mercier indica la strada

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 gen - I gioielli di Conte Diamonds si preparano a sbarcare in Borsa. L'azienda casertana - nata dalla passione della famiglia Conte per le gemme - ha intrapreso "un percorso strategico" per quotarsi sull'Egm nel 2028 e, come spiega il Ceo Giuseppe Conte, in un'intervista a Radiocor, punta a raccogliere i capitali per entrare nella partita dell'M&A del lusso internazionale. La recente mossa di Damiani per acquistare gli orologi Baume & Mercier dalla holding svizzera Richemont infatti "indica la strada" ed è una prova del "primato dell'industria italiana nel settore della gioielleria" globale.

La quotazione, afferma il manager, "ci permetterà di fare entrare nella compagine societaria degli investitori che portino le risorse necessarie per rendere le acquisizioni internazionali la nostra principale direttrice di crescita" all'estero, insieme all'innovazione del prodotto.

Nata negli Anni Settanta come un piccolo laboratorio artigianale nel Centro Orafo il Tarì di Caserta e costituitasi come società con sede a Milano nel 2011, Conte Diamonds punta infatti a rafforzare la sua vocazione internazionale. Oggi realizza l'80% dei suoi ricavi in Italia, ma i suoi preziosi vengono distribuiti in diverse capitali europee - da Praga, a Vienna, a Sofia -, oltre che in Grecia, Spagna, Georgia e Portogallo. In più, ha una forte presenza nei Balcani, dove realizza circa "una metà del fatturato estero" grazie a un "lusso dal gusto quotidiano e dai prezzi accessibili".

L'obiettivo dell'azienda per i prossimi anni è arrivare "negli Stati Uniti e nel Sud-Est Asiatico", aree dove "conta molto l'innovazione", e per centrarlo Conte Diamonds punta innanzitutto a rafforzarsi innanzitutto in Italia e in Europa.

Il gruppo, afferma Conte, ha chiuso il 2025 con "oltre 5 milioni di fatturato e un Ebitda pari a circa il 10% (risultati che comprendono anche la performance della partecipata Global Luxury Invest). Intende però presentarsi all'appuntamento con la Borsa nel 2028 con un fatturato raddoppiato a 10 milioni di euro. Per il 2026 invece "puntiamo a una chiusura superiore ai 6 milioni di euro. Sarà infatti un anno di transizione in cui stiamo cercando di raddoppiare l'organico (dalle attuali 22 risorse), con obiettivo innovazione", spiega il Ceo. In particolare, "stiamo cercando delle persone da inserire nel nostro reparto Ricerca e sviluppo per creare gioielli che possano segnare il passo e smarcarci un po' dalle quotazioni dell'oro". Sebbene il balzo del metallo giallo sui mercati "abbia avuto un effetto di aumento sui ricavi della società (saliti del 150% dai 2 milioni del 2022, "nel post-Covid"), sta comportando un problema gestionale di aggiustamento continuo dei listini. Questo - ammette Conte - porta una certa confusione in un mercato dei gioielli che in questo momento non ha molte certezze. Quindi scardinare il paradigma del gioiello in oro - conclude il manager - è parte della nostra strategia per crescere".

Allo stesso tempo i metalli preziosi restano però centrali per il gruppo come asset d'investimento, al fianco dei diamanti. A undici anni dalla sua costituzione, la partecipata Diamanti - specializzata nel trading di beni rifugio - ha infatti cambiato ragione sociale in Global Luxury Invest, per segnalare la sempre maggiore importanza nel suo business di oro, argento e platino.

Giorgia Colucci

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