Blocco 1: Le notizie essenziali

Solana: il primo ETF spot (SOL) arriva a Hong Kong

Mentre gli ETF di altcoin faticano a ottenere il via libera negli Stati Uniti, Hong Kong segna un nuovo punto a suo favore. La regione ha approvato il lancio del ChinaAMC Solana ETF (3460), il primo ETF spot su SOL, con inizio previsto per il 27 ottobre e commissioni fissate allo 0,99% all'anno. Hong Kong conferma così il suo ruolo di pioniere dopo aver già approvato in precedenza gli ETF spot su Ethereum. Resta da vedere l'impatto reale sull'ecosistema Solana, dato che i volumi degli ETF di Hong Kong rimangono modesti rispetto ai colossi americani: meno di 600 milioni di dollari cumulativi, contro gli oltre 173 miliardi degli equivalenti statunitensi. Al momento dell'annuncio, il SOL viene scambiato a circa 184 USD, con una capitalizzazione di 100,5 miliardi, che lo colloca al sesto posto tra le criptovalute più valorizzate.

USDT: 500 milioni di utenti... ma fuori dal radar normativo

Tether ha appena superato un traguardo simbolico: 500 milioni di utenti per la sua stablecoin USDT. Un successo planetario... ma soprattutto al di fuori delle grandi giurisdizioni. Negli Stati Uniti come nell'Unione Europea, l'USDT sta perdendo terreno rispetto a concorrenti come l'USDC o l'USDe, più conformi alle norme locali. Il paradosso Tether persiste: oggi detiene il 62,5% della quota di mercato, contro oltre il 70% nel 2024, ma è adottato in modo massiccio nei paesi emergenti, alla ricerca di stabilità monetaria. Il CEO Paolo Ardoino adotta un approccio decentralizzato e popolare, lontano dai vincoli normativi, ritenendo che l'inclusione viene prima della conformità.

BlackRock modifica un fondo per attirare gli emittenti di stablecoin

BlackRock ha ribattezzato il suo “Liquidity Funds” in “Select Treasury Based Liquidity Fund” e ne ha modificato la struttura per rispondere alle esigenze degli emittenti di stablecoin. Ora, l'80% della liquidità del fondo è investita in buoni del Tesoro con scadenza inferiore a 93 giorni, una media di 60 giorni, in linea con gli standard delle stablecoin collateralizzate. L'obiettivo è diventare il gestore di riserve privilegiato per gli attori del settore, sull'esempio della partnership già in atto con Circle. Il fondo ha oggi un valore di 6,44 miliardi di dollari e completa il dispositivo di BlackRock, già all'origine del fondo tokenizzato BUIDL (2,84 miliardi di dollari), utilizzato in particolare da Ethena. Il gigante della gestione vuole consolidare la sua posizione centrale nell'economia delle stablecoin.

Kraken entra nel mercato dei prodotti derivati quotati negli Stati Uniti

Il gigante americano delle criptovalute Kraken rafforza le sue ambizioni borsistiche con l'acquisizione di Small Exchange, una piattaforma regolamentata dalla CFTC, per 100 milioni di dollari. Obiettivo: creare un'offerta di prodotti derivati (futures, opzioni) nativa negli Stati Uniti, completamente regolamentata e integrata. Questa strategia è in linea con l'acquisizione di NinjaTrader, che già consente a Kraken di offrire contratti a termine su criptovalute quotati al CME. Kraken vuole ora unificare spot, futures e margini in una piattaforma all-in-one che copre azioni, forex, materie prime e criptovalute. Un importante passo avanti verso una cripto-finanza istituzionale “made in USA”.

Changpeng Zhao graziato da Trump, il BNB fa un balzo in avanti

È ufficiale: Donald Trump ha concesso la grazia presidenziale a Changpeng Zhao (CZ), fondatore di Binance, cancellando la sua condanna per violazione del Bank Secrecy Act. CZ riacquista così i suoi diritti civili e commerciali negli Stati Uniti, dopo aver scontato 4 mesi di carcere e pagato una multa di 50 milioni di dollari. Questa decisione non revoca tuttavia le restrizioni normative imposte a Binance, né garantisce un ritorno immediato alla guida dell'exchange, ma apre la strada a un ritorno legale sul territorio americano, potenzialmente strategico per le sue attività future. Il mercato ha accolto con favore l'annuncio: il BNB è salito del 3% in pochi minuti, portando il suo aumento giornaliero al +4,5%.

Blocco 2: L'analisi crypto della settimana

Mentre il bitcoin continua a regnare come riserva di valore non sovrana (2.300 miliardi di dollari di capitalizzazione), le stablecoin hanno preso il sopravvento su ciò che fa battere il cuore dell'economia della criptosfera: le transazioni.

All'inizio di ottobre, il volume giornaliero degli scambi in bitcoin era di circa 65 miliardi di dollari. Al contrario, quello delle stablecoin ha raggiunto i 146 miliardi. In altre parole: il volume delle transazioni in stablecoin è doppio rispetto a quello della “moneta dei massimalisti”.

Volumi mensili delle transazioni in stablecoin
Visa

Un dominio che non deve nulla al caso: il bitcoin si conserva, le stablecoin circolano. Non sono nate per speculare, ma per funzionare ed è proprio questo che le rende così potenti. Il bitcoin ha aperto la strada, le stablecoin l'hanno pavimentata.

Perché dietro ogni USDT, USDC o PYUSD c'è una semplice promessa: quella di un dollaro digitale stabile, programmabile e accessibile a tutti. Dimenticate i dieci minuti di convalida di un blocco bitcoin, le commissioni volatili e la complessità dei wallet. Le stablecoin regolano una transazione in pochi secondi, per meno di un centesimo. Rendono possibile ciò che il sistema bancario tradizionale non è mai stato in grado di offrire: pagamenti istantanei, globali, accessibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Laddove un bonifico internazionale costava il 6% di commissione e tre giorni di attesa, un trasferimento in USDC viene regolato istantaneamente, per pochi centesimi.

E la loro utilità va ben oltre la sfera delle criptovalute. Da Stripe a Visa, da PayPal a Revolut, i giganti dei pagamenti li stanno già integrando nelle loro infrastrutture. L'utente, dal canto suo, non se ne rende nemmeno conto: invia dollari... ma questi circolano su una blockchain. In America Latina, Medio Oriente, Africa o Sud-Est asiatico, le stablecoin sono diventate la moneta di tutti i giorni. In Venezuela, ad esempio, l'USDT — la stablecoin di Tether — è ormai un pilastro dell'economia parallela. In un paese in cui l'inflazione supera il 180% secondo il FMI, la popolazione ha trovato nel dollaro digitale una stabilità che la sua moneta nazionale non è più in grado di offrire. Oggi alimentano il mercato globale dei trasferimenti di fondi, un settore da 780 miliardi di dollari all'anno, aggirando i tempi e i costi della rete SWIFT.

Ma non è tutto. Man mano che l'intelligenza artificiale si integra nella nostra vita e nel commercio, si apre una nuova era: quella delle transazioni tra macchine. Domani, gli agenti IA negozieranno, acquisteranno, venderanno e avranno bisogno di una moneta programmabile, stabile e universale. Per questi agenti, le stablecoin hanno tutto ciò che serve.

Certo, Bitcoin sta evolvendo: le soluzioni di “secondo livello”, come Lightning Network o i BTC tokenizzati, cercano di renderlo più compatibile con la finanza decentralizzata (DeFi), ma fondamentalmente rimane una riserva di valore. L'oro digitale. Un'assicurazione contro l'inflazione, non un mezzo di pagamento quotidiano.

Le stablecoin, invece, sono progettate per il mondo dei flussi, non quello delle scorte. Pagano in pochi secondi, costano meno di un centesimo e mantengono la parità con il dollaro.

Ironia della sorte: gli Stati Uniti, a lungo diffidenti nei confronti delle criptovalute, vedono ora nelle stablecoin una risorsa geopolitica. L'amministrazione americana sostiene apertamente il loro sviluppo, consapevole che questi dollari in versione criptata contribuiscono a preservare lo status del dollaro come valuta di riserva mondiale. Il GENIUS Act, adottato di recente, segna la prima tappa di un quadro normativo chiaro: definizione delle attività di riserva, diritti di riscatto e riconoscimento giuridico delle stablecoin ancorate al dollaro. La sfida è proprio questa: consentire a queste criptovalute di svilupparsi senza soffocare l'innovazione.

E a questo ritmo, il valore totale delle stablecoin emesse potrebbe “presto” superare la capitalizzazione del bitcoin. La capitalizzazione totale del mercato delle stablecoin è passata da 10 miliardi di dollari nel 2020 a oltre 260 miliardi oggi.

Capitalizzazione di mercato delle stablecoin
Coinglass

Va inoltre considerato che le stablecoin non vogliono sostituire il dollaro. Cercano di farlo evolvere. E in un mondo in cui la velocità di circolazione del denaro diventa una leva di potere economico, chi controllerà i binari digitali del dollaro controllerà, probabilmente, la prossima era monetaria mondiale.

Le stablecoin stanno riuscendo in ciò che il bitcoin non ha ancora realizzato: l'adozione di massa. Il loro utilizzo è quotidiano, tangibile, globale. E a questo ritmo, il valore totale delle stablecoin in circolazione potrebbe, forse, superare la capitalizzazione del bitcoin entro pochi anni, semplicemente perché il loro ruolo è più ampio: quello di lubrificare gli scambi di un sistema monetario in piena espansione.

Classifica delle criptovalute

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MarketScreener

Blocco 3: Letture della settimana

Melania Trump Used as ‘Window-Dressing’ in Elaborate Memecoin Fraud, Legal Filing Claims (Wired)

How the Trump companies made $1bn from crypto (FT)