A Milano titoli oil deboli,Intesa Sp -1,6%.Giù greggio e oro
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 02 feb - Avvio in rosso per Borse europee, con gli investitori che stanno vendendo tutti gli asset ossia azioni, bond, metalli, la cui discesa è iniziata giovedì scorso, fino al petrolio e anche alle criptovalute (-0,4% il Bitcoin a 76.799 dollari).
Preoccupano le tensioni internazionali e soprattutto la delicata situazione in Iran, anche se il presidente americano, Donald Trump, ha rivelato che sono in corso trattative. In più gli investitori cercano di capire i risvolti della decisione di nominare Kevin Warsh alla presidenza della Federal Reserve. Il banchiere, pur essendo vicino a Trump, secondo i mercati dovrebbe garantire l'indipendenza dell'istituto centrale e dunque dovrebbe far riprendere forza anche al dollaro. A riprova la valuta americana da venerdì sta rialzando la testa: questa mattina l'euro-dollaro passa di mano a 1,1859 dollari (1,1884 dollari venerdì in chiusura), mentre il dollaro-yen è pari a 154,77 yen (da 154,24). L'euro-yen, infine è pari a 183,52 (183,23 yen). Intanto continua il deprezzamento dei metalli preziosi, i cui valori hanno iniziato la discesa giovedì scorso: l'oro, contratto spot, sta registrando un ribasso del 5,6%, portandosi a 4.616,8 dollari l'oncia, mentre l'argento sta accusando un calo del 9,4%, attestandosi a 77,43 dollari l'oncia.
Sulle prime battute Parigi cede lo 0,3% così come Francoforte, Amsterdam lo 0,8% e Madrid l'1%. Londra arretra dello 0,57%. Milano segna un -0,41% con lo spread stabile a 62 punti, nonostante S&P abbia confermato il giudizio sul debito pubblico italiano e alzato l'outlook a positivo. Il rendimento del BTp decennale sale al 3,47%.
A Piazza Affari i riflettori sono accesi su Intesa Sanpaolo (-1,6%), dopo la diffusione dei conti del 2025, chiusi con un utile netto dopo le rettifiche di 9,3 miliardi di euro (+7,6%), e l'annuncio del piano industriale al 2029, con la previsione di un risultato netto a fine piano oltre 11,5 miliardi, dei quali il 95% verrà distribuito ai soci.
Vanno male le azioni oil, risentendo del crollo del greggio: Eni scivola dell'1,9%, Saipem dell'1,3% e Tenaris del 2,8%. Ed ancora, Stmicroelectronics accusa un ribasso del 3,8%, mentre Generali sale dell'1,7%. Fuori dal paniere principale le Bff Bank non riescono a far prezzo (scivolano a livello teorico di oltre il 20%), dopo che i vertici dell'istituto hanno tagliato le stime per il 2025 e 2026, in modo da tener conto di accantonamenti straordinari. Volano le Pininfarina (+11%), dopo l'annuncio di un accordo commerciale.
Intanto è in forte calo il valore del greggio, nonostante ieri i Paesi membri di Opec+ abbiano deciso di lasciare invariata la produzione a marzo. Il valore del petrolio risente però delle dichiarazioni di Trump che ha rivelato che sono in corso trattative in corso con l'Iran, uno dei più grandi produttori al mondo di greggio. "Spero di negoziare qualcosa che sia accettabile", ha detto il tycoon. Il wti, contratto di marzo, sta accusando un ribasso del 5,3%, portandosi a 61,74 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord cede il 6,9% scivolando a 65,82 dollari al barile.
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