(Alliance News) - Crédit Agricole ha ottenuto dalla Banca Centrale Europea il via libera a superare il 19,8% di Banco BPM grazie a derivati su un ulteriore 0,3% che porteranno la quota al 20,1%.

Come scrive il Corriere della Sera martedì, la banca francese ribadisce di non voler acquisire il controllo né superare la soglia di OPA obbligatoria. La crescita potrebbe avvenire in due fasi, fino al 24,9% e poi al 29,9%, con l'entrata in vigore del nuovo limite del TUF.

Secondo ANSA, Francoforte avrebbe raccomandato una rappresentanza nel cda proporzionata al ruolo di socio di minoranza - 4-5 consiglieri su 15 - per evitare blocchi decisionali in caso di conflitti di interesse.

Il via libera della BCE segue l'invio di una bozza di modifica dello statuto, che prevede fino a cinque consiglieri per la lista di minoranza. Ora, si attende il giudizio della BCE, poi un'assemblea straordinaria per approvare le modifiche.

Resta l'attenzione dell'Antitrust: con una quota vicina al 29%, Crédit Agricole potrebbe essere considerata socio di controllo, anche per le sovrapposizioni operative con Banco BPM.

Sullo sfondo, il Financial Times torna sul risiko finanziario italiano e sul possibile rafforzamento di Caltagirone in Generali, segnalando i rischi per il valore azionario.

Di Giuseppe Fabio Ciccomascolo, Alliance News senior reporter

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