Le tendenze relative alla crescita dei salari contrattati nell'eurozona sono rimaste sostanzialmente invariate dall'inizio del conflitto in Iran, secondo quanto rilevato mercoledì dal sistema di monitoraggio della Banca Centrale Europea. Il dato offre un lieve sollievo ai banchieri centrali, timorosi di un'inflazione fuori controllo.

La crescita dei salari contrattati, calcolata sia al lordo che al netto dei pagamenti una tantum, indica un incremento del 2,6% nel 2026, un valore invariato rispetto all'ultima proiezione di fine marzo, ha dichiarato la BCE sulla base dei dati raccolti fino a metà aprile.

L'andamento dei salari è attualmente oggetto di un attento esame, poiché l'impennata dei prezzi energetici spinge l'inflazione verso l'alto e le massicce richieste di adeguamento salariale potrebbero innescare una spirale prezzi-salari difficile da spezzare.