Berenberg ha ribadito il giudizio 'buy' su Poste Italiane, aumentando il target price a EUR30,10 da EUR28,60.

Secondo l'analista Michael Huttner, la possibile acquisizione di Telecom Italia rappresenterebbe un passaggio strategico in grado di ridefinire il profilo del gruppo, con effetti positivi sulla crescita di utili e dividendi a partire dal 2028.

Sul fronte delle stime, la banca ha rivisto al ribasso dell'1,7% la previsione di utile netto per il 2026 a EUR2,27 miliardi e dell'1,1% quella per il 2027 a EUR2,40 miliardi. Le attese sull'utile per azione adjusted sono state ridotte marginalmente dello 0,1% per il 2026 a EUR1,68 e dello 0,2% per il 2027 a EUR1,78, mentre per il 2028 sono state incrementate del 3,0%.

Per quanto riguarda la distribuzione agli azionisti, Berenberg ha innalzato del 3,1% la stima del dividendo per azione del 2026 a EUR1,34, ritoccando invece al ribasso dell'1,4% e del 5,5% le previsioni per il 2027 e il 2028.

Gli analisti ritengono che l'integrazione di TIM possa accrescere i ricavi di Poste di circa il 65% e l'Ebit di circa l'80%, modificando in maniera sostanziale la dimensione industriale del gruppo. Nell'ipotesi di adesione totale degli azionisti di TIM all'offerta, il numero di azioni di Poste aumenterebbe del 28%, mentre il flottante passerebbe da circa EUR11 miliardi a circa EUR20 miliardi.

Berenberg stima inoltre un impatto positivo sull'utile per azione pari al 4% nel 2028 e al 7% nel 2029, sulla base delle sinergie indicate dal management.

Secondo la banca tedesca, il vero elemento di creazione di valore risiede nelle sinergie industriali più che nell'aumento della scala operativa.

Poste Italiane ha indicato benefici complessivi per EUR700 milioni, di cui EUR500 milioni legati a risparmi di costo ed EUR200 milioni a maggiori ricavi, ma Huttner ritiene che il potenziale possa raggiungere EUR1 miliardo.

In particolare, le sinergie di costo potrebbero superare di EUR200 milioni le indicazioni della società grazie alla complementarità tra i circa 4.000 punti vendita TIM e le circa 13.000 filiali di Poste. Sul versante dei ricavi, gli analisti individuano ulteriori EUR100 milioni di potenziale derivanti dalla piena integrazione dei servizi TIM nella SuperApp di Poste, utilizzata quotidianamente da oltre 4 milioni di persone.

Berenberg continua infine a valutare positivamente i fondamentali standalone di Poste Italiane e ritiene che il completamento dell'operazione TIM possa generare ulteriore valore rispetto alla valutazione attuale del gruppo.