(Alliance News) - Milano mercoledì ha chiuso la seduta in territorio negativo, con il Mib che ha archiviato la giornata sotto pressione riportandosi in area 44.000 punti, in flessione rispetto alla chiusura precedente e in linea con il movimento correttivo osservato sugli altri principali listini europei.

La seduta è stata caratterizzata da un progressivo deterioramento del sentiment nel corso della giornata, con gli investitori che hanno ridotto l'esposizione agli asset rischiosi in un contesto di crescente incertezza geopolitica e di volatilità sui mercati energetici.

A pesare sul sentiment degli investitori sono state soprattutto le persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il contesto rimane particolarmente fragile dopo il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, che secondo le stime ha ridotto l'offerta globale di petrolio di circa 20 milioni di barili al giorno.

In risposta alla forte volatilità dei prezzi energetici, l'International Energy Agency ha annunciato il rilascio straordinario di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche dei paesi membri, una misura volta a stabilizzare il mercato e contenere ulteriori pressioni sui prezzi dell'energia.

Il quadro continua tuttavia a generare incertezza, visto che i rapporti con Teheran restano tesi e non emergono al momento segnali concreti di progressi.

I trading floor guardano con attenzione alle possibili implicazioni inflazionistiche del conflitto. Peter Kazimir - membro del Consiglio direttivo della BCE - ha sottolineato come il contesto geopolitico e il rischio di pressioni sui prezzi energetici possano richiedere un orientamento di politica monetaria più restrittivo e potenzialmente più rapido del previsto.

In questo contesto, le aspettative implicite nei mercati monetari continuano a riflettere un orientamento complessivamente hawkish per le principali banche centrali nel medio termine. Oltre alla BCE, anche la Bank of England e la Bank of Japan risultano attualmente prezzate per almeno un rialzo dei tassi nel corso del 2026, pur in assenza di una tempistica precisa.

Il Mib, così, ha chiuso in saldo passivo dell'1,0% a 44.772,96 punti, il Mid-Cap ha segnato un rosso dello 0,6% a 56.103,14, lo Small-Cap ha terminato ribassista dello 0,3% a 34.641,11 e l'Italia Growth si è fermato poco sotto la parità a 8.463,10.

Fra gli altri indici europei, il CAC 40 ha lasciato sul parterre lo 0,2%, il DAX 40 ha perso l'1,6% e il FTSE 100 ha ceduto lo 0,6%.

A Piazza Affari, fra le blue chip, fra i pochi rialzisti si è visto Eni, che ha raccolto il 2,0% dopo lo 0,6% di passivo della seduta precedente.

I consigli di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca hanno approvato la fusione per incorporazione di Piazzetta Cuccia in Rocca Salimbeni, operazione che segna l'addio di Mediobanca alla Borsa dopo 70 anni.

Il concambio è fissato a 2,45 azioni MPS per ogni titolo Mediobanca, includendo un premio del 3% rispetto ai valori di mercato.

Banca Monte dei Paschi è avanzato dell'1,2%, mentre Mediobanca ha raccolto il 2,1%.

DiaSorin ha ceduto il 6,7% dopo l'1,1% di saldo attivo della vigilia. Da menzionare che sul titolo Squarepoint Ops ha limato la posizione corta allo 0,59% dallo 0,61% precedente.

Leonardo - in passivo del 3,2% - ha reso noto mercoledì che, attraverso la controllata Leonardo UK, ha siglato un accordo vincolante per l'acquisizione della società britannica Becrypt, che opera in ambito cybersecurity. L'operazione mira a consolidare il posizionamento della società in UK attraverso la collaborazione con il Governo e il National Cyber Security Centre, al fine di proteggere gli ambienti più sensibili del Regno Unito.

Stellantis - che ha ceduto l'1,4% - torna sul mercato con una maxi emissione di bond ibridi perpetui da EUR5 miliardi, articolata in tre tranche tra euro e sterline. L'operazione ha registrato una domanda record superiore a EUR19 miliardi, permettendo al gruppo di ridurre i rendimenti previsti.

I titoli, con prime clausole di rimborso tra il 2031 e il 2033, servono a rafforzare la struttura patrimoniale senza diluire i soci come Exor dopo le svalutazioni da EUR22 miliardi legate all'elettrico e la sospensione del dividendo.

Sul segmento cadetto, Alerion è avanzato del 3,2% alla vigilia della pubblicazione dei conti e dopo il 2,3% di saldo passivo di martedì in chiusura.

Carel Industries - in verde del 2,0% - martedì ha approvato i risultati consolidati al 31 dicembre 2025, registrando un risultato netto di EUR73,6 milioni, in aumento del 18% rispetto al 2024. Il board ha inoltre proposto un dividendo pari a EUR0,195 per azione, in aumento da EUR0,165 dello scorso anno.

I ricavi consolidati sono saliti a EUR629,0 milioni, segnando una crescita dell'8,7% rispetto all'anno precedente, che sarebbe stata del 10,6% a cambi costanti.

Comer Industries è avanzato invece dell'1,1%, in scia al 2,3% di verde della seduta precedente.

Ascopiave ha lasciato sul piatto il 4,7% dopo l'1,3% di verde della vigilia e con prezzo finale in area EUR3,68 per azione.

Ferretti - flat a EUR3,75 - ha comunicato martedì che Ferretti International Holding Spa ha acquistato 188.768 azioni ordinarie della società. Le azioni sono state rilevate al prezzo medio unitario di EUR3,6462, per un controvalore complessivo di EUR688.285,88.

Sullo Small-Cap, spinta su doValue, che è avanzato del 3,6% a EUR2,29 per azione, al rimbalzo dopo un filotto ribassista.

Buoni acquisti anche su SS Lazio, con il titolo della squadra capitolina che si è portato su del 3,8% a EUR1,22, in scia al verde del 3,1% di ieri sera.

EuroGroup Laminations - bearish con il 2,9% - potrebbe affrontare un ulteriore deterioramento delle performance nel 2026, secondo un nuovo report pubblicato mercoledì da Kepler Cheuvreux, che riduce significativamente le previsioni sul gruppo e abbassa il target price a EUR1,25 da EUR1,55.

Tesmec ha ceduto invece l'11%, nonostante i buoni conti. La società mercoledì ha fatto sapere di aver chiuso il 2025 con un ritorno all'utile per EUR2,1 milioni da una perdita di EUR4,8 milioni al 31 dicembre 2024. I ricavi nell'anno sono risultati pari a EUR257,6 milioni, in crescita del 7,5% da EUR239,5 milioni nel 2024.

Fra le PMI, in nota negativa - fra i numerosi del listino - si è visto Alfio Bardolla, che ha chiuso segnando un meno 4,7% e riportando il prezzo in area EUR1,52.

Braga Moro ha chiuso cedendo invece il 5,0%, in direzione per la sua terza seduta bearish consecutiva.

DBA Group è calato dello 0,3%. La company ha comunicato mercoledì di essersi aggiudicata come capofila il finanziamento della Regione Veneto per il progetto H2Nexus. Il finanziamento, pari a circa EUR1,4 milioni nell'ambito del PR Veneto FESR 2021-2027, sostiene un'iniziativa che unisce industria e ricerca.

Growens si è portato avanti del 16%, in scia allo stesso attivo della seduta precedente.

A New York, il Dow Jones segna un rosso dell'1,0%, mentre l'S&P 500 sta cedendo lo 0,4% e il Nasdaq arretra dello 0,2%.

Sul fronte valutario, l'euro passa di mano a USD1,1569 da USD1,1643 di martedì, mentre la sterlina scambia USD1,3401 da USD1,3452 di ieri sera.

Tra le commodity, il Brent scambia USD92,62 al barile da USD89,10 al barile di martedì, mentre l'oro vale USD5.167,50 l'oncia da USD5.223,43 l'oncia di ieri sera.

Il calendario macroeconomico di giovedì prevede, alle 1000 CET, il dato trimestrale sulla disoccupazione italiana, mentre alle 1110 CET si terrà un'asta di BTP con scadenza a 3 anni, 7 anni e 15 anni.

Alle 1330 CET, dagli USA, spazio alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, mentre alle 2130 CET sarà in pubblicazione - come tutti i giovedì - il bilancio settimanale della Federal Reserve.

Fra le società, attesi numerosi risultati fra i quali si menzionano Banca Mediolanum, Credito Emiliano, Safilo Group, Caltagirone e Banco di Desio e della Brianza.

Di Maurizio Carta, Alliance News reporter

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