(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 10 dic - In attesa delle decisioni della Federal Reserve sui tassi, i rendimenti obbligazionari globali hanno toccato i massimi in 16 anni, ovvero dal 2009. Gli investitori si aspettano che il ciclo di riduzione del costo del denaro da parte delle banche centrali possa presto giungere al termine. Gli operatori non prevedono tagli dei tassi da parte della Bce e scommettono su un aumento, dato quasi certo, in Giappone e su due aumenti di un quarto di punto l'anno prossimo in Australia.

Anche negli Stati Uniti, dove oggi la Fed dovrebbe ridurre i tassi, le prospettive stanno cambiando rapidamente. I rendimenti dei titoli del Tesoro a 30 anni sono tornati ai massimi da diversi mesi, visto che gli investitori prevedono prospettive meno favorevoli per la politica monetaria, l'inflazione e la disciplina fiscale. In particolare, come detto, tra gli operatori cresce la convinzione che il ciclo di riduzione dei tassi - introdotto lo scorso anno per stimolare la crescita e che, nel frattempo, ha spinto i titoli azionari globali a livelli record e ha fatto aumentare i prezzi delle obbligazioni - stia per concludersi. Gli investitori nell'obbligazionario stanno ora valutando le prospettive di crescita globale, esaminando i rischi di inflazione nel contesto della guerra commerciale avviata dall'amministrazione Trump e dell'aumento del debito pubblico nelle maggiori economie globali.

Tra l'altro, anche i rendimenti obbligazionari in Giappone e Germania hanno raggiunto i massimi livelli degli ultimi anni, con i titoli a più lunga scadenza sottoposti a maggiore pressione a causa delle prospettive di un aumento dell'emissione di debito. Il Giappone e il Regno Unito stanno rispondendo al cambiamento della domanda degli investitori aumentando i prestiti a breve termine.

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