MILANO, 20 aprile (Reuters) - Avvio debole per Piazza Affari, ma meno di quanto sembri, perché l'indice delle blue chip è appesantito dallo stacco dividendi di numerosi titoli.
Intorno alle 9,30 il Ftse Mib cede l'1,2% circa, ma il ribasso è impattato dall'effetto cedole per lo 0,77% circa.
L'intonazione è comunque negativa in tutta Europa, con gli investitori che attendono l'esito delle trattative tra Iran e Stati Uniti in un clima schizofrenico, condizionato dalle dichiarazioni quotidiane delle parti in causa e dall'apertura a singhiozzo dello stretto di Hormuz.
Una diretta conseguenza di questo è l'andamento del greggio, che oggi sale, spingendo i titoli dell'energia com ENI e SAIPEM. Eni, che ha anche annunciato una nuova scoperta di gas nell'offshore dell'Indonesia, sale del 2,9%, mentre l'oil service, che ha firmato con Eni un contratto per realizzare la nuova bioraffineria di Priolo, sale del 2%.
In calo le banche, con INTESA SANPAOLO in ribasso dell'1,8% e UNICREDIT dell'1,2%. Il suo AD Andrea Orcel sta illustrando in questi minuti nuovi dettagli sulla sua strategia per estrarre più valore da Commerzbank. Poco mossa MPS.
In controtendenza FERRAGAMO che sale dello 0,9%, sotto i massimi iniziali, dopo la nomina di Fabrizio Freda come nuovo special strategic advisor per il brand del lusso.
A staccare il dividendo sono Banca Mediolanum, Banco Bpm, Campari, Ferrari, Iveco , Mediobanca, Prysmian e Unicredit e, fuori dal FTSE Mib, Anima e Maire.
(Claudia Cristoferi, editing Stefano Bernabei)




















