MILANO, 12 giugno (Reuters) - Avvio di seduta spumeggiante a Piazza Affari, e sui principali mercati azionari europei, spinta dalle speranze di una distensione tra Iran e Usa dopo le parole di Donald Trump, secondo cui esiste la possibilità di un accordo entro il fine settimana, mentre da Teheran arriva la precisazione che una decisione definitiva non è ancora stata presa.

A fare da volano a Milano è sempre il settore bancario sulla scia dei risiko in corso e, in particolare, dopo che la Bce ha portato il riferimento sui depositi a 2,25% nel primo intervento restrittivo da quasi tre anni. E resta aperta, ma tutt'altro che scontata, la strada a un nuovo ritocco al rialzo dei tassi di riferimento Bce dopo l'attesa stretta monetaria di ieri.

Le attese di una distensione in Medio Oriente fanno scendere le quotazioni del Brent che si attestano sotto i 90 dollari al barile.

Alle 9,45 il Ftse Mib segna un rialzo dell'1,48%.

L'indice delle banche sale del 2,4% con le big INTESA e UNICREDIT allineate alla salita dell'indice. Fra le migliori MPS che avanza del 3,2%, seguita dalla controllata MEDIOBANCA a +3,6% dopo l'annuncio di lunedì scorso dell'Opas da parte di Intesa per rilevare la banca senese. Un trader evidenzia che le banche sono molto sensibili al tema dei tassi Bce per le ricadute che questi hanno sui margini di interesse degli istituti bancari.

In deciso rialzo STELLANTIS con un balzo del 4,8% in scia del settore in Europa con gli investitori che torno sui ciclici sensibili all'andamento delle economie.

Il calo del costo della materia prima fa scendere il settore oil con ENI che flette del 2,1% e le oil service, come SAIPEM e TENARIS in calo fra lo 0,6% e l'1,6%.

Fuori dal paniere, ben comprato anche oggi il titolo della JUVENTUS in crescita del 3,9%, mentre la LAZIO cede lo 0,3% in un andamento volatile dopo la smentita del club romano di una cessione della società che fa capo a Claudio Lotito.

Infine, ITALIAN SEA GROUP TISGR.MI perde il 4,6% dopo il rally ieri di oltre il 14% sui rumours, poi smentiti, di un possibile interesse da parte di FERRETTI che sale dell'1,9%. Secondo Equita, "l'interesse di Ferretti per i cantieri navali di Italian sea group sarebbe motivato più che da esigenze di capacità produttiva dal desiderio di Ferretti di sviluppare il settore del refitting, che attualmente è marginale per il gruppo".

(Giancarlo Navach, editing Stefano Bernabei)