MILANO, 12 marzo (Reuters) - Piazza Affari prosegue in calo in un contesto ancora fragile e dominato dal flusso di notizie sulla guerra in Iran, che continua ad alimentare i timori di un conflitto prolungato.
Lo shock petrolifero non accenna a diminuire, con nuovi attacchi alle petroliere e la persistente situazione di quasi paralisi nello Stretto di Hormuz.
Nonostante l'Agenzia internazionale dell'energia abbia annunciato il rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche per calmierare i prezzi, il Brent resta stabilmente nell'area dei 100 dollari al barile.
Il livello elevato del greggio mantiene alta l'apprensione degli investitori per un possibile irrigidimento delle politiche monetarie delle banche centrali e per il rischio di un rallentamento dell'economia globale.
Mentre i futures Usa si muovono al ribasso, intorno alle 13,00 l'indice della borsa milanese Ftse Mib è in calo dello 0,5%. Volumi per 1,4 miliardi di euro.
Titoli in evidenza:
** In una giornata di lettera diffusa su tutto il listino spicca la corsa di oltre il 7% di LEONARDO ai nuovi massimi storici nel giorno del nuovo piano industriale, apprezzato dal mercato per i target sopra le aspettative.
** In un contesto geopolitico che favorisce i titoli della difesa si distingue anche il rialzo di oltre il 2% di FINCANTIERI.
** Male i bancari, vittime dell'incertezza per un eventuale rallentamento dell'economia e per le ricadute sulla qualità del credito. L'indice del comparto perde il 2% con MPS in calo del 3% e MEDIOBANCA del 2,7%, seguite da UNICREDIT e INTESA in discesa di oltre due punti percentuali.
** In controtendenza con il resto dei finanziari, GENERALI è in rialzo del 2,14% dopo la trimestrale che ha visto un utile operativo leggermente sopra le stime.
** Nel comparto del lusso in evidenza FERRAGAMO, in progresso dell'8,3%, premiata dalla trimestrale pubblicata ieri a borsa chiusa e in particolare dal dato sull'utile operativo sopra le attese.
** Il mercato boccia invece le trimestrali di ERG (-7,8%) e WEBUILD (-8,5%).
** Erg è penalizzata dalle stime per il 2026 sotto le attese e il posticipo del piano strategico a fine 2026-inizio 2027 a causa dell'incertezza dello scenario di mercato e regolatorio.
** Su Webuild pesa la delusione degli investitori per la mancanza di indicazioni precise sull'anno in corso, mentre i conti sono stati superiori alle attese a livello operativo ma inferiori sull'utile netto.
(Andrea Mandala, editing Sabina Suzzi, Francesca Piscioneri)






















