9 marzo (Reuters) - I futures sugli indici azionari Usa registrano un calo di oltre l'1% a causa dell'impennata dei prezzi del greggio, che aumenta i timori di inflazione mentre in Medio Oriente si entra nel decimo giorno di ostilità.
** Le tensioni geopolitiche si sono aggravate dopo che l'Iran ha nominato Mojtaba Khamenei nuova Guida suprema al posto del padre Ali Khamenei, un chiaro segnale che il controllo di Teheran rimane saldamente in mano all'ala dura.
** I prezzi del greggio sono saliti oggi fino a oltre il 25%, poco sotto i 120 dollari il barile, ma hanno poi un po' frenato sulle indiscrezioni che i ministri delle Finanze dei Paesi del G7 e l'Agenzia internazionale per l'energia discuteranno di un rilascio congiunto delle riserve petrolifere di emergenza; Saudi Aramco ha offerto inoltre una fornitura immediata di greggio in via eccezionale.
** Il protrarsi del conflitto in Medio Oriente si somma ai dati macro della scorsa settimana che evidenziavano un indebolimento del mercato del lavoro a fronte di un aumento dell'attività economica.
** "I mercati azionari hanno cercato di stare al passo con tutte le notizie, ma ora stiamo assistendo a un aumento significativo delle possibilità di una recessione negli Usa e a livello globale a causa dell'impennata dell'inflazione", ha detto Chris Beauchamp, capo analista di mercato presso IG.
** "Sebbene il rilascio coordinato delle riserve petrolifere fornisca un sollievo temporaneo, si tratta di una risposta limitata, che viene ridimensionata dalla perdita di produzione petrolifera causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dall'interruzione della produzione nella regione".
** I titoli del settore viaggi, che avevano subito il maggiore contraccolpo con il sell-off della scorsa settimana, sono anche oggi i più colpiti.
** ALASKA AIR e UNITED AIRLINES, insieme ai titoli delle compagnie di crociera come CARNIVAL e NORWEGIAN CRUISE, registrano un calo di circa il 4% ciascuno nel premarket.
** Anche le grandi banche, considerate la colonna portante di qualsiasi economia, subiscono un duro colpo, con JPMORGAN CHASE, CITIGROUP e BANK OF AMERICA in calo di oltre il 2% ciascuna.
** L'aumento dei prezzi dell'energia porta al rialzo DIAMONDBACK e APA di oltre il 3% ciascuna, mentre OCCIDENTAL guadagna il 2%.
** Intorno alle 11,45 italiane il Dow E-minis cede l'1,25%, l'S&P 500 E-minis l'1,11% e il Nasdaq 100 E-minis l'1,26%.
** L'indice di volatilità CBOE, il barometro dei timori di Wall Street, sale di 5,16 punti a 34,62, ai massimi da aprile 2025.
** Anche i prezzi dei tradizionali beni rifugio, come i metalli preziosi, sono sotto pressione, poiché gli investitori si sono precipitati sul dollaro statunitense. Tra i minerari ENDEAVOUR SILVER ha perso il 6% e BARRICK MINING il 3%.
** In controtendenza, tra le società del settore della difesa RTX guadagna l'1% e AEROVIRONMENT il 2,3%.
** L'impennata dei costi energetici rischia di complicare le prospettive della Federal Reserve sui tassi, in un momento in cui l'attenzione si è maggiormente concentrata sul sostegno al mercato del lavoro.
** I funzionari hanno ampiamente espresso la necessità di attendere e valutare le ripercussioni sull'economia prima di prendere decisioni in materia di politica monetaria. Tuttavia, il rendimento dei titoli del Tesoro a due anni, che riflette le aspettative sui tassi di interesse, ha toccato brevemente i massimi da fine novembre.
** I futures sull'indice Russell 2000, sensibile ai tassi di interesse, registrano un calo del 2,5% e segnano una flessione del 10% dai massimi storici. Un calo del 10% è comunemente noto come territorio di correzione per gli indici.
** La deludente relazione sull'occupazione di venerdì ha alimentato le aspettative di un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base a giugno. Tuttavia, secondo i dati raccolti da Lseg, ora gli operatori hanno spostato tali probabilità potenzialmente a settembre o ottobre.
** La scorsa settimana, il Dow Jones Industrial Average è sceso dello 0,95%, segnando il calo percentuale settimanale più marcato dall'inizio di aprile 2025. L'S&P 500 è sceso dell'1,33%, registrando la settimana peggiore da metà ottobre, mentre il Russell 2000 ha registrato la perdita settimanale più consistente dall'inizio di agosto.
** I mercati affrontano una settimana cruciale, ricca di dati economici di grande rilevanza. Questa settimana sono attesi i dati sulle offerte di lavoro, sulla spesa per i consumi personali e la seconda stima del Pil trimestrale.
(Tradotto da Jasmine Mazzarello, editing Claudia Cristoferi)






















