Nulla di nuovo rispetto alla nostra ultima panoramica sulle dinamiche finanziarie del gruppo, pubblicata esattamente un anno fa su queste pagine. Nulla, se non forse un incoraggiante rimbalzo del titolo in Borsa nel 2025, dovuto sicuramente all'eccezionale resilienza dei risultati del gruppo in un contesto comunque difficile in tutti i suoi segmenti.

Tuttavia, è necessario mantenere le cose nella giusta prospettiva: nel novembre 2025 il prezzo del titolo è esattamente dove era vent'anni prima, nel novembre 2005; per quanto riguarda il capitale, esso è suddiviso in un numero di azioni che è aumentato del 13% nel periodo.

Due decenni di stallo borsistico e di leggera diluizione, quindi, con tuttavia 32 euro di dividendi per titolo distribuiti nel periodo. Siamo ovviamente lontani dall'iper-crescita e dall'adrenalina dei campioni della quotazione americana come Uber o Palantir

Come abbiamo scritto lo scorso anno, la stabilità rimane decisamente la parola d'ordine di Bouygues, i cui risultati non sono mai facili da comprendere quando si confrontano così frontalmente le sue performance economiche a breve e a lungo termine.

Infatti, nei primi nove mesi dell'anno, nonostante un contesto catastrofico per il settore, il gruppo ha registrato una buona tenuta dell'attività di costruzione, che ne rappresenta la metà del fatturato, e di Equans, che rappresenta un terzo del fatturato.

Business as usual anche per Bouygues Telecom. Contrariamente a quanto anticipato, quest'anno l'intensità di capitale dell'attività non è diminuita; al contrario, la crescita delle vendite è di alcuni punti base superiore all'inflazione.

Infine, nulla da segnalare per TF1, di cui si parla più dettagliatamente in queste colonne in TF1: tutto cambia e tutto resta uguale. Il fatturato non si muove di una virgola - se adeguato all'inflazione, è in calo - e l'utile operativo, sebbene in calo di sette milioni di euro, rimane ben stabilizzato. Bouygues annuncia di puntare a un aumento del dividendo della sua filiale nei prossimi anni.

A livello consolidato, su nove mesi, il fatturato è aumentato dello 0,9% - su base assoluta, quindi non rettificato dall'inflazione - e l'utile operativo ha raggiunto 1,59 miliardi di euro, contro 1,47 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno . Se il risultato netto è inferiore, è a causa di una tassa cosiddetta "eccezionale" su quelli che il fisco definisce ormai superprofitti.