SAN PAOLO (awp/ats/ans) - Nel 2025 il Brasile ha esportato poco più di 40 milioni di sacchi da 60 chili di caffè, in calo del 20,8% rispetto al 2024. Nonostante la flessione dei volumi, i ricavi hanno raggiunto un massimo storico: 15,6 miliardi di dollari, in aumento del 24,1% su base annua. Lo riferisce il Consiglio degli esportatori di caffè del Brasile (Cecafé), che registra il valore più alto delle esportazioni dal 1990. Le vendite hanno interessato 121 Paesi.

Secondo il presidente di Cecafé Márcio Ferreira il risultato è legato all'aumento dei prezzi nel 2025 e agli investimenti del settore in qualità. Dopo i volumi record del 2024, che avevano ridotto le scorte, la produzione del 2025 è stata penalizzata dal clima, limitando la disponibilità di prodotto.

A incidere, ha spiegato Ferreira, sono stati anche i dazi del 50% imposti dagli Stati Uniti, che hanno sostenuto le medie di prezzo mensili ma penalizzato i flussi commerciali. Tra inizio agosto e fine novembre, le spedizioni verso Washington sono crollate del 55%. In questo contesto, la Germania è diventata il primo importatore di caffè brasiliano con 5,4 milioni di sacchi, pari al 13,5% del totale, nonostante un calo del 28,8% rispetto al 2024. Gli Stati Uniti sono scesi al secondo posto con 5,3 milioni di sacchi (13,4%), in diminuzione del 33,9%.