Gli analisti di JPMorgan confermano su Buzzi la raccomandazione 'overweight' con prezzo obiettivo a EUR58, ribadendo una visione positiva sostenuta da fondamentali solidi e da una valutazione considerata interessante rispetto al settore.
Nel breve termine l'attenzione è rivolta all'aggiornamento del primo trimestre 2026, per il quale la banca si attende una dinamica leggermente negativa dei ricavi a perimetro omogeneo. Sulla base dei contatti recenti con la società, JPMorgan prevede "un calo delle vendite LFL dello 0,4% a EUR974 milioni", riflesso di pressioni sui volumi in diversi mercati.
Come spiegano Elodie Rall, Zaim Beekawa, Jamie Smallbone e Manshi Sinha, la debolezza è riconducibile principalmente a condizioni meteo avverse in Italia, dove i volumi sono attesi in calo high-single-digits, oltre a una contrazione a doppia cifra in Polonia e a un contesto particolarmente negativo in Russia, dove "sia i volumi sia i prezzi risultano in calo a doppia cifra".
Sul fronte opposto emergono alcuni elementi di sostegno: i prezzi sono previsti in aumento low-single-digits in Europa, mentre negli USA i volumi sono attesi in crescita high-single-digits, anche grazie a una base di confronto favorevole.
In Brasile i prezzi sono stimati in aumento a doppia cifra, mentre il contributo del business negli Emirati Arabi Uniti è atteso incidere per circa EUR37 milioni sui ricavi trimestrali.
Guardando alle stime, JPMorgan indica per il 2026 ricavi pari a EUR4,73 miliardi, in aumento rispetto ai EUR4,52 miliardi del 2025, con un Ebitda adjusted atteso a EUR1,42 miliardi da EUR1,40 miliardi e un Ebit adjusted a EUR1,08 miliardi rispetto a EUR1,06 miliardi.
L'utile netto adjusted è visto a EUR967 milioni, in crescita rispetto a EUR933 milioni, mentre l'utile per azione è stimato a EUR5,27 da EUR5,09.
Nel medio termine le previsioni delineano un'ulteriore espansione, con ricavi attesi a EUR5,03 miliardi nel 2027 e a EUR5,35 miliardi nel 2028. L'Ebitda adjusted è previsto salire rispettivamente a EUR1,51 miliardi e EUR1,62 miliardi, confermando una traiettoria di crescita graduale.
Sul fronte della redditività, il margine Ebitda è visto in lieve flessione al 30,1% nel 2026 dal 30,9% del 2025, per poi stabilizzarsi negli anni successivi, mentre il margine Ebit è atteso al 22,9% nel 2026 rispetto al 23,4%.
La guidance della società resta prudente: "Buzzi ritiene probabile che nel 2026 l'Ebitda ricorrente registri una lieve contrazione rispetto all'anno precedente", con indicazioni più puntuali attese al miglioramento della visibilità nel breve termine.
La tesi di investimento rimane comunque costruttiva. JPMorgan individua tre driver principali: una riduzione meno aggressiva del phase-out delle quote ETS gratuite, un'esposizione favorevole alla Germania e alla spesa infrastrutturale e una valutazione ritenuta interessante anche alla luce della debole performance del titolo da inizio anno.
In termini relativi, il titolo tratta a multipli contenuti, con un EV/Ebitda 2027 stimato a 4,2 volte rispetto a circa 8,0 volte del settore. Il prezzo obiettivo è calcolato applicando un multiplo di 6,0 volte all'Ebitda 2027, a sconto rispetto ai peer per fattori quali minori sforzi di decarbonizzazione, assenza di operazioni straordinarie e uno storico di valutazione inferiore.
Tra i principali rischi vengono segnalati possibili scostamenti nelle dinamiche di volumi e prezzi nei mercati chiave, l'andamento dei costi energetici e l'esposizione al cambio euro-dollaro, alla luce del peso rilevante degli USA sull'Ebitda del gruppo.


















