Giudizi contrastanti su Buzzi da parte delle principali banche d'investimento, con Citigroup più cauta sulle prospettive di breve termine e JPMorgan invece più costruttiva dopo la recente debolezza del titolo.
Gli analisti Ephrem Ravi e Omnath Sinh di Citi prevedono per il 2026 un lieve calo dell'Ebitda su base annua, pur con una redditività che dovrebbe restare solida. La banca ha ridotto il target price a EUR50 da EUR55, confermando la raccomandazione 'neutral'.
Secondo Citi, il principale elemento di pressione resta il mercato statunitense, dove si registrano volumi più deboli e una limitata flessibilità sui prezzi, in particolare in Texas. Più favorevole invece il quadro in Italia, sostenuto dai fondi infrastrutturali europei e da possibili rialzi dei prezzi legati a CBAM e costi della CO2.
Segnali di miglioramento arrivano dall'Europa centrale, soprattutto dalla Germania, dove la domanda dovrebbe beneficiare dei programmi infrastrutturali federali e di un recupero dei prezzi da livelli depressi. L'Europa orientale, in particolare Polonia e Repubblica Ceca, è vista mantenere un buon momentum, mentre il Brasile potrebbe registrare una dinamica positiva in caso di allentamento della politica monetaria.
Tra i fattori di rischio, Citi segnala l'aumento dei costi energetici e delle emissioni, solo in parte compensati da strategie di hedging e azioni sui prezzi. Resta tuttavia solida la generazione di cassa, con una struttura finanziaria robusta e programmi di buyback a supporto della remunerazione degli azionisti.
Più ottimista la lettura di JPMorgan: l'analista Elodie Rall ha alzato il giudizio a overweight, con un prezzo obiettivo a EUR58, ritenendo eccessiva la recente sottoperformance del titolo.
Buzzi ha una capitalizzazione di mercato di EUR9,15 miliardi. Il titolo prosegue il trend rialzista che lo ha visto guadagnare l'8,1% nell'ultimo mese, l'1,1% negli ultimi sei e il 18% negli ultimi 12.


















