La Borsa di Parigi dovrebbe proseguire la sua crescita giovedì all'apertura, grazie agli indicatori economici incoraggianti pubblicati ieri in Europa e negli Stati Uniti, mentre si attende una fine settimana ancora molto ricca di dati macroeconomici di primo piano oltreoceano.
Verso le 8:05, il contratto "future" sull'indice CAC 40 - consegna dicembre - segna un rialzo di 38 punti a 8.138 punti, preannunciando una continuazione della timida crescita registrata mercoledì.
Il mercato parigino aveva chiuso la seduta di ieri con un guadagno dello 0,2% a 8.087 punti, sostenuto dall'ascesa di Stellantis, che ha recuperato oltre il 7% sulla scia di un miglioramento della raccomandazione da parte di UBS, e dal rimbalzo di Airbus (+4%) dopo un inizio settimana complicato a causa dei problemi software riscontrati sui suoi A320.
Se l'atmosfera si è rivelata relativamente piatta nelle altre piazze del Vecchio Continente, con cali dello 0,1% a Francoforte e Londra e un Euro STOXX 50 che guadagnava a fatica lo 0,1% alla chiusura, la tendenza è stata comunque sostenuta dalla pubblicazione di indici PMI dei servizi risultati superiori alle attese.
La dinamica è rimasta favorevole anche a Wall Street, dove gli indicatori di ieri hanno rafforzato l'ipotesi di un "atterraggio morbido" dell'economia americana e, di conseguenza, di ulteriori riduzioni dei tassi da parte della Fed. Ciò è stato favorito dal rallentamento confermato del mercato del lavoro (ADP) e da un solido indice ISM dei servizi che ha mostrato una migliore gestione dell'inflazione nel settore terziario.
Al suono della campanella finale, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,9%, lo S&P 500 è salito dello 0,3% e il Nasdaq ha avanzato dello 0,2%.
Per confermare o attenuare questa impressione positiva, gli investitori seguiranno oggi pomeriggio i dati sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, insieme ai dati privati dello studio Challenger sui licenziamenti.
Nell'Eurozona, il principale appuntamento della giornata saranno le vendite al dettaglio di ottobre, attese alle 11:00.
Tuttavia, i mercati rimarranno soprattutto concentrati sulla pubblicazione, prevista per domani, dell'indice PCE dei prezzi, la misura d'inflazione privilegiata dalla Federal Reserve, che avrà un'importanza cruciale a meno di una settimana dalle decisioni di politica monetaria dell'istituto centrale.
A Tokyo, l'indice Nikkei è salito di oltre il 2,3% giovedì a fine seduta, dopo un'asta di titoli di Stato andata a buon fine che ha rassicurato gli investitori, in seguito alle turbolenze che avevano colpito il comparto obbligazionario giapponese a inizio settimana sullo sfondo delle incertezze sull'evoluzione dei tassi.
Il dollaro recupera leggermente quota dopo il calo degli ultimi giorni, dovuto alla crescente probabilità che la Fed riduca nuovamente i tassi d'interesse a dicembre e alle insistenti voci sulla possibile nomina di Kevin Hassett, stretto collaboratore di Donald Trump, alla presidenza della Fed. La sua vicinanza al presidente suscita la diffidenza degli investitori, attenti all'indipendenza della banca centrale americana.
L'euro perde attualmente lo 0,1% a 1,656 contro il biglietto verde.
Come spesso accade, le stesse cause producono gli stessi effetti: il rendimento dei Treasury decennali scende di tre punti base al 4,05%.
In Europa, il rendimento del Bund tedesco a dieci anni, riferimento per l'area euro, perde 0,7 punti base al 2,7450%, mentre il decennale francese (OAT) si allenta simbolicamente di 0,4 punti al 3,4910%.
I prezzi del petrolio avanzano per la seconda seduta consecutiva, con gli investitori concentrati sull'infruttuoso incontro a Mosca tra il presidente russo Vladimir Putin e l'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, mentre Kiev rivendica la distruzione di una parte di un oleodotto russo già preso di mira alcune settimane fa.
Il barile di Brent guadagna lo 0,6% oltre i 63 dollari, mentre il greggio leggero americano (WTI) sale dello 0,7% a quasi 59,4 dollari.




















