Dopo le oscillazioni della scorsa settimana, la Borsa di Parigi rischia ancora di vivere alcuni giorni movimentati nella sua ultima settimana completa del 2025, che si preannuncia particolarmente intensa alla luce delle importanti statistiche economiche in arrivo dagli Stati Uniti e delle numerose riunioni delle banche centrali che influenzeranno gli scambi. L'indice CAC 40 guadagna l'1% a 8.155 punti.
Tra il messaggio poco chiaro della Fed e la delusione legata ai risultati di Oracle e poi di Broadcom, la scorsa settimana i mercati azionari mondiali hanno faticato a trovare una direzione, come dimostra il calo settimanale dello 0,6% registrato dal CAC dopo cinque sedute altalenanti.
Anche Wall Street ha vissuto una settimana contrastante, caratterizzata certamente dai nuovi record storici del Dow Jones e dell'S&P 500, ma anche da perdite finali comprese tra lo 0,6% per l'S&P 500 e l'1,6% per il Nasdaq.
Nonostante questi movimenti irregolari, la volatilità è rimasta relativamente contenuta su entrambe le sponde dell'Atlantico.
A meno di 16 punti, l'indice VIX del CBOE, che funge da "barometro della paura" a Wall Street, rimane molto lontano dal suo picco di 28 raggiunto meno di un mese fa, mentre il suo equivalente in Europa, l'indice di volatilità dell'indice Euro STOXX 50, il VSTOXX, continua a muoversi sui minimi annuali.
Questa tregua potrebbe tuttavia rivelarsi di breve durata e la volatilità potrebbe tornare a farsi sentire sulle borse mondiali, o addirittura diventare la norma nel 2026, avvertono gli strateghi.
Secondo Amundi, gli investitori dovranno ora fare i conti con quella che il primo gestore patrimoniale europeo considera una nuova era di "disordine controllato".
"I portafogli sono esposti sia a opportunità che a minacce, in un momento in cui le innovazioni che migliorano la produttività creano anche vincitori e vinti", afferma Monica Defend, direttrice dell'Amundi Investment Institute.
Un'opinione condivisa da Scott Chronert, stratega di Citi, secondo cui il prossimo anno sarà ancora caratterizzato da performance molto disomogenee tra gli specialisti di IA e le altre aziende che non hanno altra scelta che adattarsi a questa nuova realtà tecnologica, una configurazione denominata "economia a K" che avvantaggia alcuni vincitori ma penalizza i meno fortunati.
Per l'analista, tuttavia, il nuovo anno si presenta potenzialmente molto favorevole per i mercati azionari, ma con una volatilità molto maggiore.
"Partire da livelli di valutazione così elevati costituisce un freno per il mercato, ma non un ostacolo insormontabile", ritiene il professionista.
"D'altra parte, ciò aumenta notevolmente la pressione sui fondamentali affinché giustifichino il proseguimento del rialzo", avverte.
Dopo tre anni di crescita continua a New York, Scott Chronert prevede che l'S&P crescerà ancora di oltre il 12% nel 2026, raggiungendo la soglia dei 7.700 punti, dopo guadagni che hanno già raggiunto il 16% quest'anno.
Sebbene la fine dell'anno sia solitamente un periodo tranquillo per i mercati, gli importanti indicatori economici previsti nel corso della settimana potrebbero animare gli scambi.
Atteso con grande interesse dai mercati, il rapporto sull'occupazione negli Stati Uniti, che sarà pubblicato domani, dovrebbe indicare che l'economia statunitense ha creato solo 35.000 posti di lavoro non agricoli a novembre.
Questi dati, diffusi con oltre due settimane di ritardo a causa della chiusura delle amministrazioni federali, dovrebbero includere anche le stime relative alla creazione di posti di lavoro nel mese di ottobre, valutata in circa 55.000 unità, ma non il tasso di disoccupazione per quel mese, poiché la paralisi del Dipartimento del Lavoro ha impedito la raccolta di alcuni dati.
Inoltre, il rapporto sull'inflazione di novembre, previsto per giovedì, dovrebbe mostrare che i prezzi al consumo (CPI) sono aumentati del 3% su base annua, un ritmo invariato rispetto a settembre, dato che i dati di ottobre non saranno mai pubblicati a causa dello "shutdown".
Gli investitori seguiranno con attenzione anche gli annunci delle banche centrali, a cominciare da quello della BCE, che giovedì non dovrebbe riservare grandi sorprese, con tassi di riferimento che dovrebbero rimanere invariati.
La presidente dell'istituzione, Christine Lagarde, dovrebbe ribadire in questa occasione che la politica monetaria si trova oggi in una "buona posizione", ma le nuove proiezioni di crescita e inflazione che saranno presentate potrebbero modificare le aspettative degli investitori.
Nel Regno Unito, la Banca d'Inghilterra (BoE) dovrebbe decidere giovedì un taglio dei tassi di un quarto di punto, con l'obiettivo di rilanciare una crescita economica in stallo da diversi trimestri.
Al contrario, la Banca del Giappone si appresta ad aumentare nuovamente il tasso di interesse di 25 punti base, dopo aver aumentato per tre volte il costo del credito dall'inizio del 2024.
Sul mercato obbligazionario, i tassi continuano a mostrare volatilità e il rendimento dei titoli di Stato statunitensi a 10 anni, che giovedì era sceso nettamente al 4,10%, è tornato a salire, superando il 4,19%, nonostante l'indebolimento del dollaro.
Venerdì l'euro è tornato oltre 1,17, il suo livello più alto in due mesi rispetto al biglietto verde, un rialzo che, secondo alcuni operatori di cambio, potrebbe aprire la strada al raggiungimento della soglia di 1,1750, o addirittura a un ritorno al suo massimo annuale di 1,1850 entro la fine dell'anno, in caso di un discorso poco accomodante da parte della BCE.
In rialzo dell'1,1% a 4.376,6 dollari, l'oro continua la sua inarrestabile ascesa che, secondo gli esperti del settore, potrebbe portarlo a raggiungere l'obiettivo di 4.460 dollari nel breve termine.
Un altro elemento che potrebbe aumentare significativamente la volatilità del mercato si verificherà venerdì, con le "quattro streghe", ovvero la scadenza di quattro diversi tipi di contratti futures e opzioni, che spesso porta anche a un aumento dei volumi, spingendo i trader a chiudere le loro posizioni di copertura.
Si noti che la settimana che inizia oggi sarà l'ultima completa dell'anno, poiché quest'anno Natale e Capodanno cadranno proprio a metà settimana.
CAC40: in forte rialzo prima di una settimana particolarmente ricca di dati economici
Pubblicato il 15/12/2025 alle 12:08
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