CAC40: modera il suo vantaggio iniziale, il petrolio al minimo dell'anno 2025
Pubblicato il 15/12/2025 alle 16:42 - Modificato il 15/12/2025 alle 16:40
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Il CAC40 continua a oscillare all'interno di un intervallo compreso tra 8.050 e 8.150 e non ne esce più dal 26 novembre scorso: questa mattina l'indice ha testato il massimo del suo canale, con un guadagno dell'1,2%, ma ha chiaramente rallentato il passo con un guadagno dimezzato allo 0,6%, mentre Wall Street si avvia su un percorso negativo dopo un'apertura incerta: l'S&P500 perde lo 0,4%, il Naddaq quasi lo 0,7%, il Dow Jones resiste intorno ai 48.400 (-0,2%).
La cautela sembra prevalere in questo inizio dell'ultima settimana completa del 2025, che si preannuncia particolarmente ricca di dati economici di primo piano.
Il "NFP", ad esempio, sarà pubblicato domani, e il consenso prevede che l'economia degli Stati Uniti abbia creato solo 35.000 posti di lavoro non agricoli a novembre.
Questi dati, diffusi con oltre due settimane di ritardo a causa della chiusura delle amministrazioni federali, dovrebbero includere anche le stime relative alla creazione di posti di lavoro nel mese di ottobre, valutate a circa 55.000 (valutazione pubblicata con un mese e mezzo di ritardo), ma non il tasso di disoccupazione per quel mese, poiché la paralisi del Dipartimento del Lavoro ha impedito la raccolta di alcuni dati.
Inoltre, il rapporto sull'inflazione di novembre, previsto per giovedì, dovrebbe mostrare che i prezzi al consumo (CPI) sono aumentati del 3% su base annua, un ritmo invariato rispetto a settembre, dato che i dati di ottobre non saranno mai pubblicati a causa dello "shutdown".
Tra il messaggio poco chiaro della Fed e la delusione per i risultati di Oracle e Broadcom, lo stress riemerge: l'indice VIX del CBOE, che funge da "barometro della paura" a Wall Street, rimbalza dell'8% a 17,00.
Per Amundi, gli investitori dovranno ora fare i conti con quella che il primo gestore patrimoniale europeo considera una nuova era di "disordine controllato".
"I portafogli sono esposti sia a opportunità che a minacce, in un momento in cui le innovazioni che migliorano la produttività creano anche vincitori e vinti", afferma Monica Defend, direttrice dell'Amundi Investment Institute.
Un'opinione condivisa da Scott Chronert, stratega di Citi, secondo cui il prossimo anno sarà ancora caratterizzato da performance molto disomogenee tra gli specialisti di IA e le altre aziende che non hanno altra scelta che adattarsi a questa nuova realtà tecnologica, una configurazione denominata "economia a K" che avvantaggia alcuni vincitori ma penalizza i meno fortunati.
Per l'analista, tuttavia, il nuovo anno si presenta potenzialmente molto favorevole per i mercati azionari, ma con una volatilità molto maggiore.
"Partire da livelli di valutazione così elevati costituisce un freno per il mercato, ma non un ostacolo insormontabile", ritiene il professionista.
"D'altra parte, ciò aumenta notevolmente la pressione sui fondamentali affinché giustifichino il proseguimento del rialzo", avverte.
Dopo tre anni di crescita continua a New York, Scott Chronert prevede che l'S&P crescerà ancora di oltre il 12% nel 2026, raggiungendo la soglia dei 7.700 punti, dopo guadagni che hanno già raggiunto il 16% quest'anno.
Sebbene la fine dell'anno sia solitamente un periodo tranquillo per i mercati, gli importanti indicatori economici previsti nel corso della settimana potrebbero animare gli scambi.
Gli investitori seguiranno con attenzione anche gli annunci delle banche centrali, a cominciare da quelli della BCE, che giovedì non dovrebbe riservare grandi sorprese, con tassi di riferimento che dovrebbero rimanere invariati.
La presidente dell'istituzione, Christine Lagarde, dovrebbe ribadire in questa occasione che la politica monetaria si trova oggi in una "buona posizione", ma le nuove proiezioni di crescita e inflazione che saranno presentate potrebbero modificare le aspettative degli investitori.
Nel Regno Unito, la Banca d'Inghilterra (BoE) dovrebbe decidere giovedì un taglio dei tassi di un quarto di punto destinato a rilanciare una crescita economica in stallo da diversi trimestri (i "Gilts" si rilassano da -2 punti a 4,495%).
Al contrario, la Banca del Giappone si appresta ad aumentare nuovamente il tasso di interesse di 25 punti base, dopo aver aumentato per tre volte il costo del credito dall'inizio del 2024: il rendimento dei titoli decennali ha raggiunto il massimo annuale e il massimo degli ultimi 17 anni, attestandosi all'1,96% (+1,3 punti).
Sul mercato obbligazionario, i tassi continuano a mostrare volatilità e il rendimento dei titoli di Stato americani a 10 anni, che giovedì era sceso nettamente al 4,10%, rimane superiore al 4,16% (dopo il 4,1950% di venerdì), nonostante l'indebolimento del dollaro.
L'euro, tornato venerdì oltre quota 1,17, guadagna lo 0,25% lunedì a 1,1765, il suo livello più alto in due mesi rispetto al biglietto verde, un rialzo che, secondo alcuni operatori di cambio, potrebbe aprire la strada al raggiungimento del massimo annuale di 1,1850 entro la fine dell'anno, in caso di un discorso poco accomodante da parte della BCE.
In rialzo dell'1% a 4.370 dollari, l'oro continua la sua inarrestabile ascesa che, secondo gli esperti del settore, potrebbe portarlo a raggiungere l'obiettivo di 4.460 dollari nel breve termine.
Il petrolio sta invece testando i minimi annuali dell'8 aprile e del 5 maggio scorsi, con il Brent in calo dell'1% a 650,50 dollari e il WTI in calo dell'1,2% a 56,8 dollari.
Un altro elemento che potrebbe aumentare significativamente la volatilità del mercato si verificherà venerdì, con le "quattro streghe", ovvero la scadenza di quattro diversi tipi di contratti futures e opzioni, che spesso porta anche a un aumento dei volumi, spingendo i trader a chiudere le loro posizioni di copertura.
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