La Borsa di Parigi registra la dodicesima seduta consecutiva caratterizzata da una volatilità ridotta (-0,37% a quota 8.023), ma la situazione tecnica evolve in senso negativo, poiché l'indice principale esce "al ribasso" dal corridoio 8.050/8.150.

Wall Street vive un'altra giornata di stallo: -0,1% per il Nasdaq, 0,00% per l'S&P500 (6.840) e +0,5% per il Dow Jones (l'indice aveva perso -0,5% il giorno precedente).

L'S&P500 appare completamente bloccato tra 6.800 e 6.880 dal 26 novembre, ovvero 15 giorni di stagnazione totale... quasi paralizzato dai dubbi riguardo al messaggio che la Federal Reserve statunitense si appresta a comunicare.

Secondo gli analisti, questa lunga pausa non riflette necessariamente un indebolimento della dinamica rialzista in atto, ma piuttosto prese di profitto logiche dopo una rapida progressione guidata da tecnologia, consumi e semiconduttori, che aveva portato Wall Street a livelli record durante l'autunno.

"Le condizioni di mercato alla vigilia di una riunione del FOMC non sono mai particolarmente vivaci", ricorda Michael Brown, stratega di Pepperstone.

"Quelle che precedono la riunione di dicembre, quando tutti iniziano a prepararsi per le vacanze di fine anno, lo sono ancora meno", aggiunge il professionista.

Se la terza riduzione dei tassi da parte della Fed in tre mesi appare ormai scontata, resta da capire se la FED confermerà la prosecuzione del ciclo di allentamento monetario a partire dall'inizio del 2026.

Il comunicato della banca centrale statunitense, atteso alle 20:00, sarà accompagnato dalle ultime proiezioni economiche dell'istituzione e seguito da una conferenza stampa del suo presidente Jerome Powell.

Considerate le divergenze di opinione che persistono da mesi all'interno del comitato direttivo, gli investitori si aspettano una riduzione dei tassi "restrittiva", ovvero più dettata da un approccio prudente in seguito al recente deterioramento del mercato del lavoro che dalla necessità di sostenere la crescita degli Stati Uniti, che rimane comunque solida.

Molti osservatori prevedono che Powell cercherà di moderare le aspettative di nuovi tagli rapidi dei tassi per il prossimo anno, dopo i tre allentamenti consecutivi avvenuti da settembre.

Se il taglio previsto per questa sera dovesse essere l'ultimo per un po' di tempo, è comunque probabile che Powell eviti di destabilizzare i mercati finanziari e che le sue dichiarazioni siano sufficientemente caute e accorte da mantenere la fiducia degli investitori al termine di un anno borsistico finora molto positivo.

"Se la Fed invierà un segnale più accomodante del previsto, il mercato potrebbe rapidamente riprendere slancio e tornare a testare i massimi storici", sottolinea Linh Tran, analista di XS.com.

"Al contrario, se il tono del suo discorso sarà troppo prudente, l'S&P500 rischia di continuare la sua fase di consolidamento, in modo graduale, in attesa di nuovi catalizzatori", avverte.

Un indizio tuttavia arriva dai mercati obbligazionari, che si stanno deteriorando, e anche in modo marcato dalla fine di novembre: nessun miglioramento dura più di qualche ora, i T-Bond hanno visto il rendimento del "10 anni" raggiungere il 4,51% questa mattina prima di scendere verso il 4,17% (-2 punti base), mentre il "2 anni" oscilla ora tra il 3,625% e il 3,605% (-0,8 punti base).

In Europa, i nostri OAT peggiorano di +1,1 punti a 3,5780%, i Bund di 1 punto a 2,8620%, i BTP italiani di +1,2 punti a 3,565%.

L'Euro guadagna +0,15% a quota 1,1645, mentre il Bitcoin perde -1% a 91.900$.

Per quanto riguarda l'energia, il barile torna sui minimi con un calo dell'1,1% per il Brent a 61,4$ e dell'1,2% per il WTI a 57,65$ sul NYMEX.