(Alliance News) - Il consiglio di amministrazione di Caltagirone Spa lunedì ha fatto sapere di aver discusso il decreto di perquisizione e sequestro notificato dalla Procura di Milano il 27 novembre e ha respinto le contestazioni relative a presunti acquisti coordinati di azioni Mediobanca con Delfin, a presunti accordi sul voto in assemblea e all'asserita omissione dell'obbligo di OPA.
Come si legge in una nota diffusa, la società ha ribadito che gli acquisti sono avvenuti in periodi diversi e in assenza di coordinamento, che le posizioni di voto nelle assemblee sono state in più occasioni divergenti e che non sussistevano i presupposti normativi per l'offerta obbligatoria.
Caltagirone ha inoltre contestato le ricostruzioni relative all'ABB del MEF su MPS e al ruolo esercitato nei processi decisionali.
Pur confermando fiducia nell'operato della magistratura, il cda ha deciso di rafforzare le procedure di governance: il presidente Francesco Gaetano Caltagirone ha rinunciato ai poteri delegati per l'esecuzione dei voti nelle assemblee di MPS e Assicurazioni Generali e le future decisioni di voto della società saranno sottoposte al parere del comitato degli amministratori indipendenti, con il possibile supporto di consulenti esterni.
Lunedì, Caltagirone ha chiuso flat a EUR8,96 per azione.
Di Claudia Cavaliere, Alliance News reporter
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