(Alliance News) - Delfin e il gruppo Caltagirone negano qualsiasi acquisto coordinato di azioni Mediobanca, sottolineando differenze per tempi, volumi e prezzi, così come voti spesso divergenti nelle assemblee.
Come riporta il Corriere della Sera martedì, è quanto afferma Francesco Gaetano Caltagirone nella memoria difensiva presentata dopo il decreto di perquisizione e sequestro del 27 novembre nell'indagine della Procura di Milano.
L'imprenditore ha inoltre rinunciato ai poteri delegati di voto nelle assemblee di MPS e Generali, trasferendoli al cda e agli amministratori indipendenti, con l'obiettivo di tutelare le società da possibili strumentalizzazioni.
Caltagirone ricorda che i consiglieri espressi dal suo gruppo in MPS non parteciparono al voto sull'OPS su Mediobanca e ribadisce l'assenza di concerto con Delfin anche nell'ABB di MPS, evidenziando richieste, prezzi e percorsi azionari differenti.
Su 35 delibere assembleari tra il 2021 e il 2024, in 13 casi su 15 non unanimi, i voti dei due gruppi sono stati divergenti.
Di Giuseppe Fabio Ciccomascolo, Alliance News senior reporter
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