MILANO, 3 dicembre (Reuters) - Il Gup di Milano Domenico Santoro ha accolto la richiesta di Tod's e ha rinviato al 23 febbraio l'udienza di oggi in cui avrebbe dovuto decidere se imporre all'azienda un divieto di far pubblicità per sei mesi, dopo che il gruppo del lusso si è impegnato a mettere in atto una serie di misure per rafforzare i controlli sulla sua filiera.

Il giudice aveva fissato per oggi l'udienza per prendere in esame la richiesta dell'interdittiva temporanea sull'attività pubblicitaria di Tod's presentata dalla procura di Milano che il 20 novembre scorso aveva indagato la società e tre suoi dirigenti nell'ambito di una inchiesta per sfruttamento di manodopera da parte di alcuni suoi subappaltatori.

In vista dell'udienza, però, Tod's ha presentato al giudice una istanza di 5 pagine, che Reuters ha potuto leggere, in cui ha chiesto un rinvio congruo che le permettesse di mettere in pratica i provvedimenti atti a evitare in futuro che possano riverificarsi casi come quelli al centro dell'indagine.

L'azienda in una nota ha detto di aver accolto "con soddisfazione la decisione del Tribunale di Milano, che troviamo corretta e ragionevole, di accordare al Gruppo Tod's il tempo necessario per completare le misure di ulteriore rafforzamento dei controlli, da tempo avviate dalla società".

Nella sua istanza Tod's premette innanzitutto di aver già interrotto fra luglio e novembre ogni rapporto di lavoro con gli opifici cinesi sotto inchiesta per caporalato.

Il brand del lusso nella sua istanza elenca poi tutta una serie di misure adottate e in fase di attuazione sul tema del controllo della supply chain.

Si va dall'adozione di un nuovo modello di organizzazione e di controllo (MOG) all'approvazione di un aggiornamento della procedura laboratori/terzisti; dall'istituzione di una nuova funzione aziendale di technical compliance all'avvio di un nuovo ciclo di formazione obbligatoria per tutto il suo personale a partire da gennaio 2026.

Tod's ha anche comunicato al giudice di aver affidato a un consulente esterno il compito di valutare e rafforzare il sistema dei presidi per la gestione della supply chain, di supportare le funzioni di controllo interno per la predisposizione di un piano rafforzato di audit, e di rafforzare il sistema di tracciabilità di tutte le attività connesse alla gestione della filiera dei fornitori.

Per tutte queste ragioni Tod's aveva chiesto al giudice, prima di decidere, di attendere il completamento delle attività in corso di implementazione da parte della società.

Secondo la procura di Milano, Tod's sarebbe stata pienamente consapevole e complice dello sfruttamento del lavoro nei laboratori che avevano ricevuto in appalto la produzione, affermando che gli audit condotti da terzi avevano segnalato problemi negli anni, ma che questi erano stati ignorati.

L'azienda si è dichiarata estranea alle accuse, e il suo fondatore Diego Della Valle - che non è tra i dirigenti indagati - ha difeso la condotta dell'azienda e ha avvertito che la reputazione del 'Made in Italy' rischia di essere erosa dalle indagini milanesi sulla catena di fornitori del settore.

L'anno scorso L Catterton, una società di private equity partecipata dal gigante francese del lusso LVMH, ha lanciato un'Opa amichevole su Tod's che ha portato al delisting della società in accordo con l'azionista principale del gruppo, la famiglia Della Valle.

(Emilio Parodi, editing Antonella Cinelli, Francesca Piscioneri, ; +39 06 8030 7744)