Le case automobilistiche BMW e Toyota, insieme a società di noleggio e leasing auto di tutta Europa, hanno invitato lunedì la Commissione Europea a non fissare obiettivi obbligatori per l'acquisto di veicoli elettrici destinati alle flotte aziendali, sostenendo che sarebbe una misura estremamente costosa e controproducente.

L'esecutivo dell'UE è pronto a presentare il 16 dicembre una serie di proposte che potrebbero offrire al settore automobilistico europeo maggiore flessibilità nel raggiungimento degli obiettivi di emissioni di CO2, oltre ad allentare il divieto effettivo di vendita di nuove auto con motore a combustione interna previsto per il 2035.

Il pacchetto includerà anche piani per le flotte aziendali, come le auto di servizio, che rappresentano circa il 50-60% delle nuove immatricolazioni nell'UE.

In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e ad altri commissari, i 67 firmatari hanno evidenziato che i principali ostacoli alla diffusione dei veicoli elettrici sono i costi di acquisto e gestione, oltre all'insufficienza delle infrastrutture di ricarica.

La lettera afferma che un obiettivo obbligatorio sarebbe "altamente dannoso" e che l'elevato costo lascerebbe alle aziende due sole opzioni: mantenere i veicoli più vecchi più a lungo o ridurre gli acquisti di nuovi veicoli.

I firmatari sottolineano invece che la ricetta del successo nei Paesi europei con il più rapido incremento dei veicoli elettrici è data da una combinazione di incentivi e investimenti nelle infrastrutture di ricarica.

Secondo la lettera, sono necessari incentivi anche per il mercato dell'usato dei veicoli elettrici, considerando che molte auto a noleggio vengono spesso rivendute dopo due o tre anni.

Tra i firmatari figurano la società di leasing veicoli Arval di BNP Paribas, Ayvens di Societe Generale, Avis, Bolt, Hertz e alcune associazioni nazionali di noleggio e leasing.

Al contrario, l'associazione ambientalista Climate Group sostiene l'introduzione di un obiettivo obbligatorio e cita oltre 120 aziende impegnate a convertire le proprie flotte al 100% elettrico, tra cui EDF, Ikea, Siemens e Unilever.

Il pacchetto automobilistico dell'UE, la cui pubblicazione è stata posticipata di una settimana, è stato oggetto di un intenso lavoro di lobbying.

(Servizio di Philip Blenkinsop; editing di Jan Harvey)