Secondo i dati doganali pubblicati sabato, le importazioni di greggio sono diminuite del 20% ad aprile, attestandosi a 38,5 milioni di tonnellate metriche rispetto all'anno precedente, toccando il punto più basso da luglio 2022.
La Cina importa circa la metà del proprio fabbisogno di greggio dal Medio Oriente, dove il blocco dello stretto ha drasticamente ridotto il numero di petroliere che trasportano petrolio e prodotti raffinati verso i mercati globali.
I dati diffusi sabato non distinguono tra il petrolio in arrivo via mare e quello trasportato tramite oleodotti. Tuttavia, i dati della società di monitoraggio navale Kpler indicano che le importazioni via mare si sono attestate a 8,03 milioni di barili al giorno, anch'esse al livello minimo da luglio 2022.
Nonostante la flessione delle importazioni, la società di analisi Vortexa stima che le scorte di greggio siano aumentate di 17 milioni di barili ad aprile, pur prevedendo una contrazione per il mese di maggio.
Le tensioni in Medio Oriente hanno spinto la Cina a gestire con rigore le esportazioni di prodotti raffinati, come benzina o carburante per aerei, al fine di tutelare il mercato interno.
Tale politica ha fatto scivolare le esportazioni di prodotti petroliferi raffinati di aprile a 3,1 milioni di tonnellate, il livello più basso da circa un decennio, con una flessione di circa un terzo rispetto a marzo.
Questa cifra potrebbe comunque sovrastimare i volumi effettivamente destinati ai clienti in Asia e altrove, poiché i dati includono le spedizioni verso Hong Kong, storicamente una delle principali destinazioni per i raffinati cinesi ed esclusa dai controlli sulle esportazioni.
Anche le importazioni di gas naturale sono diminuite del 13%, scendendo a 8,42 milioni di tonnellate, sebbene il dato non separi il gas naturale liquefatto (GNL) via mare dal gas trasportato via terra. La Cina importa quantitativi significativi di GNL proprio dall'area del Golfo Persico.
Nei primi quattro mesi dell'anno, le importazioni cinesi di greggio restano comunque superiori dell'1,3% rispetto ai livelli dello scorso anno, raggiungendo quota 185,3 milioni di tonnellate.


















