14 aprile (Reuters) - L'utile di Citigroup nel primo trimestre è aumentato del 42%, con le tensioni geopolitiche che hanno alimentato la volatilità dei mercati e spinto i ricavi da trading, mentre l'intensa attività di dealmaking ha sostenuto le commissioni dell'investment banking.

Le attività di trading hanno beneficiato della maggiore volatilità in tutte le asset class, con la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran che ha inasprito le tensioni in Medio Oriente e ostacolato il trasporto di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre i timori legati alla sostenibilità dei costi per l'intelligenza artificiale hanno innescato una vendita massiccia dei titoli software.

Il ribilanciamento dei portafogli da parte dei clienti e le forti oscillazioni dei prezzi hanno incrementato i volumi di negoziazione.

L'utile della terza banca Usa è salito a 5,8 miliardi di dollari, ovvero 3,06 dollari per azione nei tre mesi a fine marzo, un risultato che si confronta con i 4,1 miliardi di dollari, ovvero 1,96 dollari per azione, dell'anno precedente.

Nel trimestre Citi ha battuto il proprio target di redditività, registrando un rendimento del 13,1% sul patrimonio netto tangibile (Rotce), puntando al 10-11% per l'intero anno.

I ricavi trimestrali sono stati i più alti dell'ultimo decennio, pari a 24,6 miliardi di dollari, sostenuti dalla volatilità dei mercati, che ha fatto crescere del 19% su base annua i ricavi complessivi dell'area markets, portandoli a 7,2 miliardi di dollari.

I ricavi dal trading azionario sono aumentati del 39%, quelli dal trading sul reddito fisso sono saliti del 13% su anno.

L'intensa attività di dealmaking della banca d'investimento ha spinto i ricavi della divisione banking di Citigroup del 15% nel trimestre. Le commissioni nell'uderwriting azionario sono balzate del 64% e quelle nella consulenza nell'M&A sono cresciute del 19%. In calo del 6% le commissioni per il collocamento di titoli a reddito fisso.

(Tradotto da Agnese Napoletti, editing Andrea Mandalà)