I ministri delle Finanze europei hanno concordato di anticipare all'anno prossimo l'introduzione dei dazi doganali sui pacchi a basso valore, per contrastare le importazioni a basso costo dalla Cina tramite piattaforme online come Shein e Temu.
Di seguito i dettagli sulle preoccupazioni dell'Europa riguardo alle importazioni e-commerce a basso costo e le azioni intraprese dall'Unione Europea.
QUAL È IL PROBLEMA?
L'UE applica un'esenzione dai dazi doganali, detta "de minimis", per i pacchi e-commerce in arrivo nel blocco con un valore inferiore a 150 euro (174 dollari).
Piattaforme online come Shein, Temu, AliExpress e Amazon Haul inviano abbigliamento, accessori e gadget direttamente dalle fabbriche cinesi ai consumatori europei a prezzi stracciati grazie a questa esenzione doganale.
Il numero di pacchi e-commerce a basso valore arrivati nell'UE è raddoppiato lo scorso anno, raggiungendo i 4,6 miliardi. Secondo la Commissione europea, oltre il 90% di questi proviene dalla Cina.
L'esecutivo UE stima che circa il 65% dei piccoli pacchi che entrano nell'Unione sia sottovalutato per evitare i dazi doganali.
La Commissione segnala inoltre rischi per i consumatori derivanti da prodotti non conformi, danni ambientali dovuti alla spedizione di articoli dalla breve durata e danni all'industria europea, in particolare ai rivenditori, a causa dell'ondata di importazioni.
Gli Stati Uniti hanno abolito la propria politica "de minimis", che consentiva l'ingresso senza dazi di pacchi di valore inferiore a 800 dollari, sollevando timori che le importazioni cinesi a basso costo si riversino in misura ancora maggiore sull'Europa.
COSA PREVEDE L'UE?
L'UE intende riformare il proprio sistema doganale creando un'Autorità Doganale Europea e un Data Hub Doganale UE per sostituire le infrastrutture IT dei singoli Stati membri. Secondo la Commissione, questo permetterebbe risparmi fino a 2 miliardi di euro l'anno e consentirebbe una maggiore coordinazione.
L'UE è un'unione doganale, il che significa che esiste una tariffa comune sulle importazioni da Paesi terzi e nessuna tariffa sugli scambi interni. Tuttavia, ogni Paese ha la propria agenzia doganale e il blocco conta 189 diversi sistemi IT doganali, motivo per cui il Data Hub è considerato necessario, spiega il deputato olandese Dirk Gotink, responsabile della riforma per il Parlamento europeo.
Il Data Hub dovrà collaborare con aziende tecnologiche europee, vista la sensibilità delle informazioni trattate.
"I dati rappresentano sostanzialmente una risonanza magnetica dell'economia europea e dei flussi commerciali; sono estremamente sensibili e l'accesso deve essere regolato in modo molto rigoroso", ha dichiarato Gotink a Reuters.
L'apertura dell'accesso delle aziende e-commerce al Data Hub è prevista solo per il 2028, data in cui dovrebbe essere abolita anche l'attuale esenzione "de minimis" di 150 euro. Per molti, questo calendario è troppo lento.
SOLUZIONI A BREVE TERMINE
L'UE intende introdurre una "tassa doganale temporanea semplificata" sui pacchi e-commerce a basso valore, possibilmente a partire da novembre 2026. Questa tassa unica, calcolata in percentuale su tutti i pacchi, dovrebbe essere decisa dai ministri delle Finanze nella riunione del 12 dicembre.
La Commissione ha inoltre proposto una tassa di gestione di 2 euro per i pacchi a basso valore consegnati direttamente ai consumatori, o di 50 centesimi per quelli gestiti tramite magazzini. I rivenditori online o gli importatori sarebbero responsabili del pagamento, che si aggiungerebbe alla tassa doganale temporanea.
La tassa di gestione dovrebbe entrare in vigore a novembre 2026, o prima qualora venga trovata una soluzione IT adeguata.
COMPETIZIONE TRA PAESI PER L'AGENZIA DOGANALE
Nove Paesi, tra cui Belgio, Francia e Paesi Bassi, si candidano per ospitare la nuova Autorità Doganale UE.
La Francia propone la città settentrionale di Lille, il Belgio il polo cargo aereo di Liegi, mentre i Paesi Bassi puntano su L'Aia. La Polonia sostiene Varsavia, già sede dell'agenzia europea Frontex.
Altre località che la Commissione europea prenderà in considerazione sono Roma, Porto, Malaga, Bucarest e Zagabria.
($1 = 0,8632 euro)



















