A cosa serve un indice?

L'MSCI Emerging Markets Index punta a riflettere la performance delle grandi e medie capitalizzazioni di 24 paesi emergenti. L'indice raggruppa 1.196 titoli e copre circa l'85% della capitalizzazione di borsa corretta del flottante in ciascun paese.

Rientra nella famiglia degli indici ponderati per la capitalizzazione di borsa. In altre parole, maggiore è il peso di un'azienda in borsa, maggiore è il suo peso nell'indice. Contrariamente agli approcci fattoriali (Value, Quality, Minimum Volatility...), non cerca di selezionare titoli in base a criteri fondamentali specifici: riproduce il mercato emergente nel suo complesso.

Copre in particolare Cina, Taiwan, Corea del Sud, India, Brasile e Arabia Saudita e costituisce il principale riferimento per esporsi in un'unica linea alle azioni emergenti.

Caratteristiche tecniche

L'indice è stato lanciato il 1° gennaio 2001. I dati precedenti sono stati ricostruiti tramite backtesting.

Al 30 gennaio 2026, contava 1.196 componenti, per una capitalizzazione complessiva di 11.128,7 miliardi di dollari. Il titolo con il peso maggiore raggiungeva una capitalizzazione di 1.390 miliardi di dollari (TSMC), mentre il più piccolo si fermava a 200,7 milioni. La capitalizzazione mediana si attestava a 3,26 miliardi di dollari.

L'indice è calcolato in USD e nella versione Net Return (NR), ovvero con i dividendi reinvestiti al netto delle ritenute alla fonte.

Dal punto di vista della valutazione, i dati fondamentali mostrano:

  • un rendimento del dividendo del 2,12%;
  • un PER di 18,32;
  • un PER forward di 13,59;
  • un rapporto prezzo/valore contabile (P/BV) di 2,34.

In termini di rischio, la volatilità annualizzata raggiunge il 13,77% su tre anni e il 15,83% su cinque anni, con un calo massimo storico del 65,25% tra ottobre 2007 e ottobre 2008.

Le principali posizioni e l'esposizione geografica e settoriale

L'indice è dominato da alcune grandi capitalizzazioni tecnologiche asiatiche. Le prime dieci posizioni rappresentano il 32,44% del totale.

Al 30 gennaio 2026, le dieci posizioni principali sono:

La ripartizione settoriale conferma il peso della tecnologia: questa rappresenta il 30,34% dell'indice, davanti al settore finanziario (21,5%) e a quello dei beni di consumo discrezionali (11,22%). I servizi di comunicazione pesano per l'8,81% e i materiali per il 7,33% (pagina 2).

Dal punto di vista geografico, la Cina è in testa con il 26,58% dell'indice, seguita da Taiwan (21,04%), Corea del Sud (15,65%) e India (13,34%). Il Brasile rappresenta il 4,63%, il resto dei paesi il 18,75%. Elenco dei paesi coperti: Brasile, Cile, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Grecia, Ungheria, India, Indonesia, Kuwait, Malesia, Messico, Perù, Filippine, Polonia, Qatar, Arabia Saudita, Sudafrica, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti.

Performance a breve e medio termine

Il 2025 ha segnato una netta ripresa, con un rimbalzo del 33,57%, contro il 22,34% dell'MSCI ACWI e il 21,09% dell'MSCI World.

Al 30 gennaio 2026, le performance annualizzate sono state:

  • +42,84% su base annua;
  • +16,74% su base annua su tre anni;
  • +5,34% su base annua su cinque anni;
  • +10,08% su base annua su dieci anni;
  • +8,82% su base annua dal 29 dicembre 2000.

Questi dati ricordano che i mercati emergenti possono attraversare cicli marcati, con fasi di forte sovraperformance, ma anche periodi di volatilità più pronunciata rispetto ai mercati sviluppati.

Alcuni ETF legati all'indice o a indici simili:

  • iShares Core MSCI EM IMI UCITS ETF (sottostante MSCI Emerging Markets IMI Net Total Return Index - USD): il più grande ETF dei mercati emergenti quotato in Europa. Molto liquido con un patrimonio di oltre 30 miliardi di euro, ha commissioni dello 0,18%. Il termine IMI significa che l'ETF include anche le small cap.
  • Xtrackers MSCI Emerging Markets UCITS ETF 1C USD (sottostante MSCI Emerging Markets Net Total Return Index – USD): il corrispettivo dell'iShares, anch'esso un peso massimo (10 miliardi di euro di patrimonio). A differenza del precedente, è esposto ai titoli di grande e media capitalizzazione. Anche in questo caso le commissioni sono dello 0,18%.
  • iShares MSCI EM Asia UCITS ETF USD (sottostante MSCI Daily Net Total Return Emerging Markets Asia Index – USD): una variante dei primi due, sempre molto liquida (6,2 miliardi di euro di patrimonio), con commissioni leggermente più elevate (0,20%). L'ETF si limita all'Asia, con 8 paesi, e tralascia gli altri “emergenti”.
  • UBS Core MSCI EM UCITS A-ACC USD (sottostante MSCI Emerging Markets Net Total Return Index – USD): esposto allo stesso indice dell'Xtrackers, è un concorrente con una commissione di ingresso dello 0,15%, leggermente inferiore rispetto ai tre ETF sopra citati. Anche in questo caso il patrimonio gestito è molto elevato (5,26 miliardi di euro).
  • Amundi Core MSCI Emerging markets Swap UCITS ETF DIST – USD (sottostante MSCI Emerging Markets Net Total Return Index – USD): questo ETF offre una replica sintetica, ma presenta commissioni leggermente inferiori rispetto ai precedenti (0,14%). A differenza degli altri, è distribuito.