MILANO, 5 dicembre (Reuters) - Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha annullato la decisione del governo del 2023 che stabiliva i termini per un prestito emesso da Cedacri, società di software bancario di proprietà del gruppo fintech Ion.
È quanto emerge da un documento.
La Ion di Andrea Pignataro aveva ottenuto nel 2021 una prima autorizzazione 'golden power' per l'acquisizione di Cedacri. Successivamente, nel 2023, il governo aveva fissato delle prescrizioni su un prestito da 275 milioni di euro emesso da Cedacri, garantito da proprie azioni detenute da Ion.
Le azioni date in pegno come garanzia rientrano nel perimetro del 'golden power' perché l'escussione del pegno potrebbe comportare il trasferimento della proprietà di asset strategici.
Nell'ambito dei propri poteri speciali, il governo ha quindi imposto alla società l'utilizzo del prestito obbligazionario garantito dai pegni sulle azioni per effettuare gli investimenti necessari allo sviluppo del business, anziché per il pagamento dei dividendi.
La decisione del governo era stata impugnata da Cedacri davanti al Tar, che ha respinto il ricorso.
Tuttavia il Consiglio di Stato ha accolto l'appello, annullando il questo modo il Dpcm del 2023, sottolineando il rischio che i poteri speciali del governo possano essere utilizzati, in contrasto con il diritto europeo, come strumento di politiche economiche e industriali, alterando i meccanismi di funzionamento del mercato.
La decisione rappresenta un nuovo colpo alle norme italiane sul 'golden power', già sotto esame da parte dell'Ue per possibili violazioni delle regole sulla concorrenza, e potrebbe favorire UniCredit che ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro l'utilizzo dei poteri speciali da parte del governo relativamente all'Ops su Banco Bpm.
A fine ottobre il governo ha comunicato alla Commissione europea la disponibilità a modificare la normativa, dopo che Bruxelles ha aperto una procedura di infrazione.
(Versione italiana Andrea Mandalà, editing Sabina Suzzi)



















