Berenberg mantiene una visione prudente su Campari, confermando la raccomandazione 'hold' con prezzo obiettivo a EUR6,30 per azione, invariato rispetto alla precedente valutazione, a fronte di una quotazione pari a EUR6,54 alla chiusura di Piazza Affari del 5 marzo e di una capitalizzazione di mercato di circa EUR7,39 miliardi.
Gli analisti Javier Gonzalez Lastra e Lavinia Norton sottolineano come i risultati del quarto trimestre 2025 abbiano superato in modo significativo le attese del mercato a livello di redditività operativa.
In particolare, l'Ebit prima delle poste straordinarie si è attestato a EUR119,5 milioni, risultando superiore del 18% rispetto al consenso di EUR101,6 milioni e registrando una crescita organica del 24% su base annua, a fronte di attese di mercato pari al 3,2%. Secondo gli analisti, questo risultato riflette soprattutto l'impatto della disciplina sui costi operativi e il beneficio derivante dalla riduzione dei costi delle materie prime, in particolare dell'agave utilizzata nella produzione di tequila.
Guardando alle prospettive, Berenberg evidenzia che la guidance per il 2026 prevede il mantenimento di una crescita del fatturato, dopo un incremento organico del 2,4% registrato nel 2025 e del 4,7% nel quarto trimestre dell'anno.
Gli analisti spiegano che il programma di contenimento dei costi di vendita, generali e amministrativi dovrebbe continuare a sostenere la redditività operativa, con l'obiettivo di ottenere un ulteriore miglioramento dei margini pari a 70 punti base e di raggiungere complessivamente un contributo positivo di circa 200 punti base entro il 2027.
Nel corso del 2026 i margini lordi dovrebbero beneficiare ancora di costi di produzione più contenuti, anche se parte di questo vantaggio potrebbe essere compensato dall'impatto dei dazi, stimato complessivamente in circa EUR30 milioni nel 2026 e in EUR11 milioni incrementali rispetto al 2025.
Nel complesso, Campari si attende comunque un miglioramento del margine Ebit nel 2026, sebbene a un ritmo più moderato rispetto al 2025 e con una dinamica più concentrata nella seconda metà dell'anno, anche a causa dell'anticipo delle spese pubblicitarie e promozionali nel primo semestre in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Alla luce dei risultati del quarto trimestre e delle indicazioni sul 2026, Berenberg ha aggiornato le proprie stime.
Gli analisti spiegano che "aggiorniamo le nostre previsioni per incorporare i risultati del quarto trimestre 2025 e la guidance per il 2026", sottolineando come l'evoluzione delle stime rifletta tre fattori principali: l'impatto positivo dei minori costi delle materie prime nel 2026, il programma di contenimento dei costi avviato nel 2025 e una dinamica dei ricavi ritenuta più resiliente.
Tuttavia, aggiungono gli analisti, tali benefici sono parzialmente compensati da ipotesi più negative sui cambi e da modifiche al perimetro del gruppo, tra cui la prevista cessione dei marchi Averna e Zedda Piras, il cui completamento è atteso nel secondo trimestre del 2026.
Nel complesso, Berenberg ha quindi rivisto al rialzo del 2% le previsioni di utile per azione per il 2026.
Gli analisti evidenziano inoltre come il gruppo disponga di un portafoglio marchi unico, che comprende brand come Aperol e Campari, e che consente alla società di dominare il segmento degli aperitivi con una quota di mercato superiore al 50%, "Campari possiede un portafoglio di marchi unico che le consente di dominare la crescente categoria degli aperitivi", pur mantenendo una quota relativamente limitata nel più ampio mercato globale degli spirits.
Questa posizione, osservano gli analisti, potrebbe permettere al gruppo di continuare a crescere anche in un contesto di mercato difficile attraverso guadagni di quota.
Dal punto di vista valutativo, il titolo tratta a multipli superiori rispetto ad altri grandi gruppi del settore. Sulla base delle stime di Berenberg, Campari scambia infatti su un rapporto prezzo/utili previsto per il 2025 pari a 19,1 volte, rispetto alle 12,6 volte di Diageo, e su un multiplo EV/Ebit pari a 14,2 volte contro le 12,3 volte della società britannica, un premio che secondo gli analisti riflette la forte posizione del gruppo nella categoria degli aperitivi.
Secondo le stime della banca, i ricavi dovrebbero attestarsi a EUR3,08 miliardi nel 2026 e a EUR3,24 miliardi nel 2027 rispetto a EUR3,05 miliardi del 2025, mentre l'Ebit è atteso a EUR626 milioni nel 2026 e a EUR713 milioni del 2027.
L'utile netto dovrebbe raggiungere EUR405 milioni nel 2026 e a EU482 milioni nel 2027, mentre il debito netto di fine esercizio del 2026 è stimato a EUR1,63 miliardi e a EUR1,21 miliardi dell'anno successivo.


















