La stima preliminare diffusa dall'Istat venerdì indica che nel quarto trimestre del 2025 il PIL italiano è cresciuto dello 0,3% su base congiunturale e dello 0,8% su base tendenziale, in termini reali destagionalizzati.

Il dato conferma una dinamica di crescita moderata ma diffusa, sufficiente a chiudere il 2025 con un aumento del PIL dello 0,7% rispetto all'anno precedente.

Sul piano congiunturale, l'espansione del quarto trimestre è sostenuta da un aumento del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi, con un contributo particolarmente marcato da agricoltura, silvicoltura e pesca e dall'industria.

Dal lato della domanda, la crescita del trimestre è attribuibile alla componente nazionale, considerata al lordo delle scorte, che fornisce un contributo positivo. Al contrario, la componente estera netta esercita un apporto negativo, indicando che il commercio con l'estero ha continuato a frenare l'attività economica. Nel complesso, emerge una domanda interna relativamente più resiliente rispetto a quella estera, in un contesto internazionale ancora caratterizzato da crescita debole e tensioni geopolitiche.

Su base annua, il risultato del quarto trimestre consente di stimare una crescita del PIL nel 2025 pari allo 0,7% in termini reali. Si tratta di una dinamica coerente con uno scenario di espansione contenuta, in cui la crescita è sostenuta più dalla domanda interna che da fattori esterni, ma resta inferiore ai ritmi pre-pandemici.

Guardando al 2026, la variazione acquisita risulta positiva e pari allo 0,3%. Questo implica che, anche in assenza di ulteriore crescita congiunturale nei trimestri successivi, l'economia partirebbe da una base leggermente espansiva. Il dato va tuttavia interpretato con cautela, alla luce della natura provvisoria delle stime: i conti nazionali annuali definitivi per il 2025 saranno diffusi il 2 marzo, mentre i dati trimestrali coerenti con i nuovi aggregati verranno pubblicati il 4 marzo, con possibili revisioni.

Nel complesso, la stima preliminare del quarto trimestre delinea un'economia italiana in crescita moderata, sostenuta da una diffusione settoriale positiva ma ancora esposta alle debolezze del commercio estero.

Il profilo di fine 2025 fornisce una base di partenza non recessiva per il 2026, ma la traiettoria dei prossimi trimestri dipenderà dall'evoluzione della domanda internazionale, dalle condizioni finanziarie e dalla capacità della domanda interna di mantenere slancio in un contesto macro ancora incerto.