(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 20 gen - Dentro un quadro europeo negativo e con volatilità in aumento, alcuni titoli sono comunque riusciti a emergere. A Parigi Renault è stata in controtendenza (+2,2%) rispetto al settore, sostenuta dai dati sulle vendite 2025: 2,34 milioni di veicoli nel mondo (+3,2% sul 2024), con il gruppo che in Italia indica una quota di mercato del 10,9%. Sempre a Parigi, riflettori su Abivax (+2,7%) dopo le indiscrezioni su un possibile interesse di AstraZeneca (-2,6% a Londra) come alternativa europea alle voci, circolate la scorsa settimana, su Eli Lilly. Permane la fase di crisi del lusso, con Kering e Lvmh rispettivamente a -2,6% e -2,2%, legata anche alla nuova "guerra" sullo champagne francese.

A Londra, invece, la seduta incorona Wise (+14,7%): la fintech segnala nel terzo trimestre dell'esercizio volumi cross-border a 47,4 miliardi di sterline (+25%), 10,9 milioni di clienti attivi (+20%) e ricavi sottostanti a 424,4 milioni (+21%). Il ceo Kristo Kaarmann ha dichiarato: "Rimaniamo sulla buona strada per raggiungere le nostre previsioni. Prevediamo di completare la nostra doppia quotazione nella prima metà del 2026, che rafforzerà ulteriormente la nostra presenza negli Stati Uniti". Sempre nel pharma, AstraZeneca ha anche annunciato che inizierà a essere quotata alla Borsa di New York dal prossimo 2 febbraio.

Sul fronte opposto, a Francoforte pesa il declassamento di Goldman Sachs su Carl Zeiss Meditec (-5,3%), tra taglio della raccomandazione e riduzione dell'obiettivo di prezzo (da 54 a 42 euro), con pressioni su cambi, approvvigionamenti e problemi sulla registrazione delle lenti intraoculari in Cina. Sempre sul Dax, brilla Qiagen (+12,3%) dopo che Bloomberg ha riferito che il gruppo europeo dei test molecolari starebbe valutando opzioni strategiche, inclusa una possibile vendita, a fronte di nuovi interessamenti all'acquisto, anche da parte di società statunitensi. Scende invece Traton (-2,6%) dopo il calo delle vendite 2025: -9% annuo a circa 305.600 unità, con un -30% del marchio statunitense International e una domanda frenata, secondo la società, da incertezza sui dazi e debolezza del settore merci. Per la finanza tedesca, pochi gli effetti immediati dal buon dato dell'indice tedesco Zew (59,6 punti da 45,8).

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