Continua la corsa ai beni rifugio, dollaro in caduta
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 20 gen - La seduta europea si chiude con un altro passo indietro dei mercati. Il braccio di ferro tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia - rilanciato dai nuovi dazi voluti da Donald Trump e dal rischio di una nuova escalation commerciale - ha spinto anche oggi gli investitori verso i beni rifugio. Un trend che ha lanciato ancora oro e argento verso nuovi record, mentre il dollaro torna a dare segnali di debolezza. Intanto dal World Economic Forum di Davos, dove domani è atteso lo stesso Trump, il presidente francese Emmanuel Macron è stato perentorio sulle mosse del presidente Usa: "Non è il momento per un nuovo imperialismo o colonialismo. Preferiamo il rispetto ai bulli, lo Stato di diritto alla brutalità". Anche Wall Street mostra un andamento negativo diffuso. Il tech resta osservato speciale: a spostare l'attenzione dal tema Groenlandia, infatti, potrebbe essere la trimestrale Netflix, attesa a Borsa chiusa. Sullo sfondo rimane il tema dell'incertezza macroeconomica diffusa, che "ci aspettiamo persista, accompagnata da continue tensioni geopolitiche sotto l'amministrazione Trump. L'impatto economico completo dei dazi Usa deve ancora essere assorbito", commenta Zak Smerczak di Comgest Growth Global.
Così Milano archivia la giornata a -1,07%. In Europa Parigi termina a -0,6%, Francoforte a -1%, Amsterdam -0,1%, Madrid a -1,4%, l'Euro Stoxx 50 a -0,5% e Londra a -0,5%.
A Piazza Affari, in una giornata di vendite diffuse, spiccano quelle sui bancari. Banco Bpm (-1,6%), Intesa (-2,4%) e Bper (-2,6%) chiudono in calo; limitano i danni Mps (-0,5%) e Mediobanca (-0,2%), che terminano sotto la parità e non riescono a capitalizzare lo scatto di inizio seduta, mentre sale l'attesa per il cda di giovedì della banca senese, tra governance e dossier Mediobanca. Dall'altro lato, spicca il rimbalzo di Amplifon (+4,9%) che recupera le perdite della vigilia. Bene anche Campari (+3,5%) e Saipem (+3%), mentre Nexi (+0,9%) è sostenuta dalle indiscrezioni su un possibile aumento della quota di Cdp. Sotto pressione il comparto tlc, con Tim (-2,8%) e quello delle costruzioni con Buzzi (-2,8%), giù insieme al settore europeo.
Per le materie prime, il petrolio Brent scambia a 64,7 dollari al barile (+1,3%) e il Wti a 60,1 dollari (+1,6%). L'oro, come dicevamo, aggiorna i record: lo spot è indicato a 4.740 dollari l'oncia (+1,5%), con il record intraday a 4.751,22 dollari. Anche l'argento spot consolida a 94,2 dollari (-0,1%) dopo l'ennesimo massimo storico intraday a 95,8 dollari. Il gas Ttf febbraio in lieve rialzo a 35,8 euro per megawattora (+1,3%). Sul valutario, l'euro scambia a 1,1728 dollari, con un forte scarto dall'1,164 di ieri in chiusura. Euro/yen a 185,3; dollaro/yen a 157,9.
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