MILANO (awp/ats/ans) - Gas e petrolio correggono fortemente la loro rotta di violento rialzo sull'attacco all'Iran e le Borse europee vivono una prima giornata di 'rimbalzo'. Molto più cauta Wall Street che si è mossa a lungo poco sopra la parità, con euro calmo e spread tra Btp e Bund tedeschi in calo rispetto alla vigilia.

La picchiata dei prodotti dell'energia è iniziata anche in scia alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull'ipotesi che la guerra in Medio Oriente possa finire presto. Il boom precedente era stato notevole, con il gas arrivato vicino ai 70 euro e il petrolio a New York prossimo ai 120 dollari.

Così come è stato evidente il calo della giornata: il future sul metano con consegna ad aprile ha chiuso in ribasso del 16% a 47 euro al Megawattora, mentre il petrolio ha segnato ribassi anche del 15% sugli 80 dollari al barile, un calo aiutato anche dai Paesi del Medio Oriente che hanno ridotto la loro produzione giornaliera di greggio.

Secondo Bloomberg, l'Arabia Saudita ha infatti tagliato la sua produzione tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti l'hanno ridotta tra i 500mila e gli 800mila barili. Anche il Kuwait ha tagliato la produzione di mezzo milione di barili e l'Iraq dell'ingente massa di circa 2,9 milioni di barili.

Intanto, dopo la decisione presa dai ministri delle Finanze del G7, che si sono detti pronti a usare qualsiasi strumento, incluso il ricorso agli stock strategici, per ridurre il costo del petrolio, i ministri dell'Energia delle sette grandi potenze industrializzate sono ''scesi un po' più nel dettaglio" dei possibili interventi, dice il ministro francese dell'Economia Lescure, che ha presieduto il G7 Energia a Parigi.

"Le quotazioni del petrolio scendono, i prezzi dei carburanti salgono, servono interventi immediati per evitare nuove speculazioni: subito un taglio delle accise di 20 centesimi", chiede in Italia Federconsumatori. E, a proposito dell'accisa mobile, ricorda come sia "un meccanismo che da sempre chiediamo di applicare, ma di cui abbiamo anche sottolineato i limiti", aggiunge l'associazione.

Il crollo giornaliero dei prodotti dell'energia ha sostenuto i mercati azionari europei che hanno chiuso tutti in ampio rialzo: la Borsa migliore è stata quella di Madrid in aumento del 2,9%, seguita Milano (+2,6%) e da Francoforte in crescita del 2,3%. Leggermente più caute Amsterdam (+1,9%), Parigi (+1,8%) e Londra, in rialzo comunque dell'1,6%.

Con Wall street che ha passato tutta la prima parte della sua seduta di qualche frazione sopra la parità, in Piazza Affari nel paniere a elevata capitalizzazione spiccano Unicredit, Stm e Mediobanca, saliti di oltre il 5%, con Mps a ruota e in rialzo finale del 4,9%. Bene in generale le banche, forte Tim (+3,9%), fiacca Eni limata dello 0,6%. In ribasso di un punto percentuale Lottomatica e Inwit.