Deutsche Bank ha abbassato il target price su DiaSorin Spa, segnalando che le prospettive per il 2026 restano eccessivamente ottimistiche e fortemente dipendenti da un recupero nella seconda metà dell'anno del business della diagnostica molecolare.

La banca ha confermato la raccomandazione 'hold' ma ha ridotto il target price a EUR65 da EUR74, tagliando al contempo le stime sugli utili alla luce di un avvio d'anno debole e di rischi legati all'esecuzione.

DiaSorin ha infatti riconosciuto un inizio d'anno molto debole, con Deutsche Bank che prevede un calo delle vendite organiche nel primo trimestre. La guidance per l'intero anno risulta quindi fortemente sbilanciata sulla seconda metà, facendo affidamento su una ripresa del business molecolare.

Secondo gli analisti, questa impostazione aumenta il rischio, soprattutto considerando le performance finora deludenti del lancio della piattaforma Liaison Plex. L'aggiornamento delle prospettive, pur al ribasso rispetto alle attese precedenti, non elimina le preoccupazioni legate a un eccesso di ottimismo implicito.

Deutsche Bank mette inoltre in dubbio che i prossimi lanci di prodotto possano cambiare in modo significativo la traiettoria della crescita. Il pannello GI, atteso per sostenere una maggiore adozione del Plex, difficilmente sarà sufficiente da solo a guidare un'accelerazione rilevante. Anche il rollout del sistema Liaison Nes presenta incognite commerciali.

In particolare, gli analisti evidenziano dubbi sulla partnership con McKesson, sottolineando come la sua forza vendita sia già abituata a piattaforme concorrenti come Spotfire di bioMérieux, che offre un menu di test più ampio.

DiaSorin ha rivisto le attese di crescita dei ricavi per il 2026 al 5-6% rispetto alle precedenti indicazioni di crescita high single-digit. La revisione riflette una stagione influenzale molto debole all'inizio del 2026, la continua normalizzazione dei volumi di testing in Europa e un calo dei volumi negli USA dovuto anche a condizioni meteorologiche avverse.

Il gruppo prevede inoltre un margine Ebitda adjusted compreso tra il 32% e il 33%, con una prima metà dell'anno più debole per effetto della tempistica dei prodotti, degli investimenti nel lancio di Nes e del mix di business.

Deutsche Bank segnala ulteriori rischi che potrebbero pesare sulle performance, tra cui possibili pressioni inflazionistiche e difficoltà logistiche legate al conflitto in Medio Oriente, l'aumento dei costi energetici e delle materie prime e la persistente debolezza del mercato cinese a causa delle politiche di volume-based procurement.

La banca evidenzia anche che i volumi di testing in Europa difficilmente cresceranno oltre i livelli pre-Covid, pari a circa l'1-2% annuo, limitando il potenziale di espansione in un mercato chiave.

Alla luce di questi fattori, Deutsche Bank ha ridotto di circa l'11% le stime sull'utile per azione per il 2026 e gli anni successivi, con previsioni ora leggermente inferiori rispetto alla guidance della società. Le nuove stime indicano ricavi di circa EUR1,23 miliardi nel 2026 e un utile per azione di EUR3,89, con un recupero graduale atteso negli anni successivi.

Secondo gli analisti, pur restando solido il business core della diagnostica, la tesi d'investimento dipende sempre più dalla capacità di esecuzione nel segmento molecolare, in particolare per Plex e Nes. DiaSorin punta a un margine del 36-37% entro il 2027 ma Deutsche Bank avverte che il contesto macroeconomico e industriale è cambiato rispetto alle ipotesi iniziali.

Nel complesso, la banca conclude che i rischi restano orientati al ribasso, con una guidance 2026 che dipende da una ripresa ancora da dimostrare.