Il dollaro continua a rafforzarsi sui mercati valutari, sostenuto da dati macroeconomici USA superiori alle attese e dalla crescente convinzione degli investitori che la Federal Reserve possa essere costretta a un nuovo rialzo dei tassi entro la fine dell'anno.

Chris Turner, analista di mercato di ING, osserva che il dato JOLTS di aprile ha mostrato un aumento delle offerte di lavoro ai livelli più elevati da maggio 2024, rafforzando la narrativa di un'economia statunitense in fase di riaccelerazione nonostante le pressioni sui bilanci delle famiglie.

"Il dollaro continua a salire mentre i dati USA sorprendono al rialzo e il mercato prende in considerazione un rialzo dei tassi della Fed quest'anno", afferma Turner.

Secondo l'analista, ulteriori indicazioni potrebbero arrivare dai dati ADP sull'occupazione privata e dall'indice ISM dei servizi, che potrebbero sostenere l'ipotesi di una Fed più aggressiva nei prossimi mesi. Anche il Beige Book della banca centrale USA sarà monitorato per eventuali segnali di un mercato del lavoro ancora solido e di persistenti pressioni sui prezzi.

Nel mercato valutario, Turner rileva che il biglietto verde sta beneficiando della progressiva chiusura delle posizioni costruite sulla tesi dell'indebolimento strutturale del dollaro, che negli ultimi mesi avevano favorito asset alternativi come oro, bitcoin e franco svizzero.

"Se il mercato inizierà ad avere maggiore fiducia nel fatto che la Fed alzerà effettivamente i tassi, queste posizioni potrebbero continuare a essere smontate", spiega l'analista.

ING ritiene che il Dollar Index possa tornare a testare l'area 99,50-99,55 nel breve termine qualora i prossimi dati macroeconomici statunitensi confermassero il quadro di resilienza dell'economia.

Sul cambio euro-dollaro, Turner osserva che la moneta unica è stata penalizzata dal forte dato JOLTS e avverte che una nuova serie di indicatori positivi dagli USA potrebbe riportare il cambio verso i recenti minimi in area 1,1575. L'euro continua inoltre a essere esposto ai rischi legati al mercato energetico e all'evoluzione della crisi nel Golfo Persico.

Per quanto riguarda il franco svizzero, ING segnala che un'eventuale ulteriore forza del dollaro potrebbe manifestarsi soprattutto contro le valute a basso rendimento come franco e yen. Secondo Turner, ulteriori ribassi di oro e bitcoin potrebbero favorire un movimento dell'USD/CHF verso quota 0,80.