LVMH registra un progresso vicino allo 0,6% alle 14:45, in un mercato parigino in calo dello 0,5%.
In questo contesto, Oddo BHF conferma la sua raccomandazione di "outperform" su LVMH, portando il target price da 585 a 695 euro. La società sottolinea che il titolo "tratta su un P/E 2028 inferiore a 20 volte, il che lascia intravedere un significativo potenziale di rivalutazione nel medio termine".
Sebbene aumenti solo moderatamente le sue previsioni di utili per il 2025 e il 2026 in questa fase, mantenendo uno scenario di settore piuttosto prudente, la casa di analisi adotta una visione più positiva sulle prospettive di medio-lungo termine del colosso francese del lusso.
In termini numerici, Oddo BHF alza così la sua stima di EBIT per il 2028 del 5%, rivede al rialzo l'ipotesi di crescita media di lungo termine dal 6,5% al 7% e porta il margine EBIT normalizzato al 25,6%.
Questa visione più favorevole si basa su una maggiore fiducia nella posizione del gruppo nel soft luxury, su un contributo crescente agli utili futuri da parte di Bulgari e Tiffany, nonché sugli sforzi di ristrutturazione nei vini e liquori.
Da parte sua, Deutsche Bank ha annunciato lunedì di aver innalzato il target price su LVMH da 635 a 715 euro, rinnovando la raccomandazione di acquisto sul titolo.
In uno studio settoriale sulle prospettive del mercato del lusso, la banca tedesca ritiene che il 2026 si preannunci come un anno "decisivo" per il settore, con i divari di crescita tra i grandi marchi destinati a ridursi, dopo essere stati particolarmente marcati negli ultimi anni.
Se molti segmenti sono ancora in difficoltà, gli analisti di Deutsche Bank giudicano che il lusso sia ben posizionato per accelerare nel 2026, pur escludendo che la crescita possa tornare ai livelli eccezionali del periodo pre-Covid. Tuttavia, prevedono un progressivo miglioramento dell'attività nel corso dell'esercizio, che potrebbe portare a una risalita dei multipli di valutazione.
Sebbene LVMH e Burberry restino i titoli preferiti, l'istituto finanziario afferma di aver aggiunto a questa lista anche lo svizzero Richemont, grazie a una crescita superiore alle attese. Kering e Moncler, invece, rimangono le società meno apprezzate a causa del rischio di delusione legato ai loro risultati finanziari.



















