“Il turismo vive di emozioni,” esordisce Giammarco Bisogno, fondatore di Emma Villas. “L’idea era semplice: permettere a chi viene in Italia di vivere una villa come se fosse casa propria, per una settimana o un mese, con la libertà e l’autenticità del nostro stile di vita.”

Nata in Toscana nei primi anni Duemila, Emma Villas ha portato un nuovo concetto di accoglienza: unire la libertà del vacation rent alla qualità dell’hotellerie. “All’inizio la tecnologia era quasi assente,” racconta Bisogno. “Si lavorava con i fax e con il passaparola. Oggi, invece, la piattaforma integra tecnologia, dati e relazioni umane: il digitale ci aiuta a essere più efficienti, ma il calore dell’accoglienza resta insostituibile.”

Con l’85% della clientela internazionale, l’azienda ha saputo trasformare un settore tradizionale in un ecosistema economico che genera valore diffuso: “Ogni villa crea lavoro per giardinieri, manutentori, chef, guide, fornitori locali. È un turismo che porta benessere, non solo presenze.”

La missione di Emma Villas oggi è quella di offrire esperienze complete: dal servizio alberghiero in villa alle attività locali come lezioni di cucina o tour culturali. “La nostra sfida è rendere ogni soggiorno una storia,” spiega Bisogno. “Perché il turismo esperienziale è una forma d’arte collettiva: fa bene al viaggiatore e al territorio.”

E se dovesse definire la sua azienda con una sola parola? “Sogno e futuro,” risponde sorridendo. “Sogno perché è nata da una passione, futuro perché rappresenta un modello di crescita sostenibile per tutto il Paese.”

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Articolo a cura di:
🖋️ Christophe Grosset – Strategic Lead Italia, MarketScreener
(In collaborazione con NextGems 2025)