(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 11 dic - La fattura energetica, nel 2025 si stima pari a 53,5 miliardi di euro, in calo di 2,3 miliardi (-4,2%) rispetto al 2024, spinta al rialzo dal gas naturale che è aumentato di circa 1,1 miliardi di euro, ampiamente compensato dalla fattura petrolifera, pari a 23 miliardi di euro, scesa di 3,9 miliardi di euro (-14,4%), che ha beneficiato non solo della diminuzione delle quotazioni internazionali del greggio importato, ma anche del rafforzamento del cambio. Lo rileva Unem nel preconsuntivo 2025 indicando come inoltre, va rilevato il contributo della produzione nazionale (intorno ai 4 milioni/tonnellate) senza la quale avremmo avuto un maggiore esborso di 1,9 miliardi di euro.

Il gettito fiscale degli oli minerali nel 2025 complessivamente è stato pari a 41,6 miliardi di euro (-202 milioni di euro), in leggero calo rispetto al 2024 (-0,5%). Le accise hanno contribuito con 26,9 miliardi (circa il 64% del totale), segnando un -1%, mentre l'Iva con 14,6 miliardi (-470 milioni di euro, -3,1%) ha risentito dei minori prezzi al consumo dei carburanti. Il solo gettito derivante dalla benzina è aumentato di 260 milioni di euro, quello del gasolio di 40 milioni. Considerato il riallineamento delle accise dal 1deg gennaio 2026, il gettito nel 2026 potrebbe superare i 42 miliardi di euro e in questo caso sarebbe il più alto dal 2012.

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