Tra le best pick Bper, Fineco, Diasorin, Recordati e St
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 gen - "Oggi, con credibilità finanziaria migliorata, utili solidi e nuovi catalyst -- come il Fondo Nazionale Strategico di Cdp -- l'Italia emerge come un mercato di qualità con multipli compressi, offrendo ancora un significativo potenziale di rivalutazione nonostante l'ottima performance del 2025". È quanto emerge dall'Outlook 2026 di Equita, a cura di Luigi de Bellis, co-direttore generale e responsabile Ricerca.
A livello settoriale, Equita sovrappesa complessivamente i finanziari, sostenuti da "fondamentali attesi solidi anche nel 2026, crescita delle commissioni e un margine d'interesse in moderata ripresa, con flussi di raccolta robusti". Tra i titoli preferiti figurano Bper, Intesa e Credem tra le banche tradizionali, mentre nel risparmio gestito FinecoBank e Banca Mediolanum.
In "sovrappeso" anche la valutazione sull'healthcare di Recordati, Amplifon e Diasorin. Nonostante diverse dinamiche sfavorevoli nel 2025, tra cui i tagli del budget del sistema sanitario Usa, l'estensione del modello Value-Based Procurement in Cina, i dazi commerciali e la svalutazione del dollaro, secondo Equita il comparto ha registrato tassi di crescita organica del fatturato e si ritiene che nei prossimi trimestri il comparto possa recuperare almeno parzialmente gli effetti negativi subiti.
"Costruttiva" sul settore tecnologico, Equita vede il 2026 come l'anno che dovrebbe segnare una fase di "maggiore selettività" del mercato, che guarderà con maggiore spirito critico la capacità di finanziare e realizzare gli investimenti annunciati e vorrà cominciare a verificare il successo dei progetti di monetizzazione dell'AI, sia nel mondo consumer che corporate. Tra i titoli del Ftse Mib Equita sceglie St, mentre tra le mid-small cap si concentra sull'adozione dell'AI di Lu-Ve e Sesa, e punta sul recupero dei "perceived AI loser", ritenuti ingiustamente penalizzati nel 2025, come Reply e Moltiply.
Quanto al settore difesa, gli analisti notano che, indipendentemente dai tempi e dalle modalità di conclusione del conflitto in Ucraina, tutti i paesi europei aumenteranno la spesa militare ai fini di deterrenza e alla luce degli accordi Nato al 3,5% del Pil entro il 2035. Il titolo preferito a Piazza Affari resta Leonardo.
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