Un tribunale svizzero ha dichiarato inammissibile una delle azioni legali intentate dal presidente di Stellantis e Ferrari, John Elkann, e dai suoi fratelli contro la madre Margherita Agnelli in merito all'eredità della dinastia industriale Agnelli.

In una sentenza datata 2 aprile e visionata da Reuters, il presidente del tribunale della città di Thun ha inoltre ordinato a John, Lapo e Ginevra Elkann di rimborsare spese legali per circa 816.000 franchi svizzeri (1,04 milioni di dollari) e di versare alla madre circa 919.000 franchi svizzeri. La causa mirava a stabilire la giurisdizione del tribunale svizzero sul patrimonio della nonna dei fratelli Elkann, Marella Caracciolo, madre di Margherita e moglie di Gianni Agnelli, lo storico vertice della Fiat divenuto simbolo del boom economico italiano del dopoguerra, scomparso vent'anni fa. In una disputa che ha lacerato una delle famiglie più influenti d'Italia, Margherita sta lottando per annullare gli accordi firmati nel 2004. Sulla base di tali intese, ricevette 1,2 miliardi di euro (1,4 miliardi di dollari) dopo la morte del padre, con l'obiettivo di favorire in seguito i cinque figli nati dal suo secondo matrimonio. La ricorrente sostiene di aver diritto a una quota più equa degli investimenti della famiglia Agnelli.

L'obiettivo della causa di Thun era ottenere una sentenza che confermasse la validità del testamento di Marella Caracciolo, riconoscendo i tre Elkann come eredi ed escludendo la madre Margherita dalla successione. I legali degli Elkann hanno definito la sentenza "errata" e hanno annunciato che presenteranno ricorso presso l'istanza superiore di Berna.

"Sosteniamo che i tribunali di Thun siano quelli competenti per la successione di Marella Caracciolo Agnelli, che aveva il proprio domicilio in Svizzera fin dai primi anni '70", hanno dichiarato.

Marella è deceduta nel 2019 e uno degli elementi del contendere riguarda se fosse residente in Svizzera o in Italia negli ultimi anni della sua vita.

PROCEDIMENTI IN ITALIA E SVIZZERA

La sentenza di Thun non è entrata nel merito del caso e i legali degli Elkann hanno affermato che non ha alcun impatto sui procedimenti di successione o sull'accordo del 2004 tra Marella Caracciolo e Margherita Agnelli - un'intesa chiave nel definire l'attuale struttura proprietaria della Dicembre, la cassaforte degli Elkann che si trova al vertice della holding di famiglia Exor.

Hanno inoltre precisato che la causa principale sull'eredità in Svizzera è ancora pendente dinanzi al tribunale di Ginevra. In Italia, una causa civile è in corso presso il tribunale di Torino, dove i legali di Margherita Agnelli sostengono che i tribunali italiani abbiano la giurisdizione sulla disputa ereditaria.

I legali di Margherita Agnelli hanno accolto con favore la decisione del tribunale di Thun, affermando che essa "potrebbe avere implicazioni significative per i procedimenti attualmente in corso, inclusa la causa civile a Torino e i procedimenti penali". I procedimenti penali a Torino riguardano alcune ipotesi di presunta frode fiscale, con John Elkann tra i soggetti indagati. Elkann ha negato ogni addebito.

($1 = 0,7883 franchi svizzeri) ($1 = 0,8559 euro) (Reporting di Emilio Parodi e Giulio Piovaccari, editing di Keith Weir)