(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 mar - La guerra in Iran e il conseguente shock energetico continuano a pesare sulle Borse europee, che nell'ultima seduta della settimana vedono scivolare in rosso il bilancio dell'intera ottava dopo lo scivolone accusato nella precedente. A Piazza Affari il Ftse Mib perde l'1,15% e scivola sotto quota 44mila punti: al momento la performance dalla chiusura di venerdì scorso è di -0,4%. Nel resto del Vecchio Continente Parigi segna -1,18%, Francoforte -1,09% e Amsterdam -0,41%. Tra i principali titoli milanesi, il settore petrolifero continua a essere sostenuto dal greggio su quota 100 dollari al barile, mentre le misure allo studio dei paesi occidentali per arginare l'aumento dei prezzi (ieri l'amministrazione americana ha concesso "un'autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare") non bastano ad alleviare le preoccupazioni legate al blocco dello stretto di Hormuz, ribadito ieri sera da Mojataba Kamenei nella prima comunicazione ufficiale al Paese. Saipem sale così dell'1,89% e l'Eni dell'1,15%. Sopra la parità anche Nexi (+0,91%) e Inwit (+0,58%), con Leonardo che si difende a -0,13% dopo il buon rialzo della vigilia seguito ai conti e all'aggiornamento del piano. Vendite invece su Prysmian (-3,16%), Tim (-2,54%) e le banche, con Mediobanca a -2,33% e Mps a -2,03%.
Sul mercato valutario, prosegue il rafforzamento del dollaro che beneficia della corsa ai beni rifugio: l'euro scende sotto quota 1,15 per la prima volta da novembre e si attesta a 1,1437 da 1,1519 ieri in chiusura. Il biglietto verde sale anche a 159,48 yen (da 159,00), mentre il rapporto euro/yen è a 182,36 (da 183,45). Bitcoin in rialzo del 2,3% a 71.500 dollari l'oncia, poco mosso l'oro spot sotto quota 5.100 dollari l'oncia. Sul fronte energetico, il future di aprile del Wti sale dell'1,92% a 97,57 dollari al barile mentre il contratto per maggio del Brent guadagna il 2,06% a 102,53 dollari. Ad Amsterdam il prezzo del gas naturale segna infine +2,1% a 52 euro al megawattora.
Mediobanca S.p.A. figura tra i principali gruppi bancari italiani. I ricavi (al lordo delle operazioni infragruppo) per attività sono così dettagliati:
- banca al dettaglio (34,1%): vendita di prodotti e servizi bancari classici e specializzati (credito al consumo, finanziamenti immobiliari, ecc.) attraverso una rete di 273 agenzie con sede in Europa;
- gestione patrimoniale (26%);
- banca di investimento, finanziamento e merchant bank (23,7%): consulenza in fusioni-acquisizioni, finanziamenti strutturati, operazioni su azioni, ingegneria finanziaria, leasing, ecc.;
- gestione del portafoglio (13,9%): in particolare gestione del 13,52% di Assicurazioni Generali;
- altri (2,3%).
A fine giugno 2025, il gruppo gestisce 70,5 Mld EUR di depositi e 54,3 Mld EUR di crediti.
Il 83,5% dei ricavi è generato in Italia.
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Investimento
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Globale
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Qualità delle pubblicazioni
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ESG MSCI
ESG MSCI
Il punteggio ESG MSCI valuta la performance ambientale, sociale e di governance di un'azienda secondo la metodologia di MSCI. Posiziona l'azienda rispetto ai suoi concorrenti del settore su una scala che va da CCC (molto basso) a AAA (eccellente). Questo punteggio viene utilizzato dagli investitori per integrare i criteri extra-finanziari nelle loro decisioni.