A Piazza Affari bene l'healthcare e Stellantis, -4% Bitcoin

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 dic - L'atteso dato sull'inflazione negli Stati Uniti, in linea con le previsioni, non ha portato novità di rilievo e le Borse europee hanno chiuso senza slancio l'ultima seduta della settimana mentre l'attenzione degli investitori è ora tutta rivolta alla riunione della Federal Reserve della prossima settimana. Il Ftse Mib arretra sotto la parità sul finale e termina gli scambi in calo dello 0,2%.

Il dato Pce (personal consumption expenditures price index), misura preferita dalla Fed per calcolare l'inflazione, da tempo posticipato a causa dello shutdown federale, è cresciuto a settembre dello 0,3% e del 2,8% annuo, in linea con le attese. Seppure datato, l'indicatore lascia pochi dubbi sulla decisione della Fed del prossimo 10 dicembre, con le probabilità di una sforbiciata al costo del denaro pari all'87,2%, secondo le elaborazioni di Cme FedWatch.

"Le prospettive economiche, o meglio quello che possiamo ricostruire in assenza di dati ufficiali a causa dello shutdown del governo federale, non mostrano cambiamenti significativi. Al momento, riteniamo che il Fomc effettuerà un ulteriore taglio dei tassi a dicembre, poiché le ragioni che hanno guidato le decisioni nelle due riunioni precedenti dovrebbero continuare a prevalere" commenta Vincent Reinhart, chief economist di Bny Investments. "Dato che l'inflazione non è aumentata più del previsto, i funzionari della Fed sono propensi ad accettare che i dazi avranno per lo più un effetto una tantum sui prezzi e vorranno acquistare una qualche forma di assicurazione contro esiti negativi sull'occupazione".

A Piazza Affari domina il settore farmaceutico, con Diasorin in testa al listino in progresso del 3,6%, mentre fa bene anche Amplifon (+3,46%). Prosegue la serie di rialzi di Stellantis (+2,26%), promossa dagli analisti di Dz Bank. Guadagni anche per Prysmian (+0,57%), spinta dal giudizio degli analisti di Bofa. Il doppio downgrade di Jp Morgan frena invece Eni (-1,52%). Pesante il comparto bancario, con le vendite che penalizzano in particolare Mediobanca (-1,94%) e Fineco (-1,5%).

Sul mercato valutario, l'euro è poco mosso contro il dollaro a 1,1651 da 1,1674 ieri in chiusura. Perde terreno lo yen nonostante le indiscrezioni di un possibile rialzo dei tassi da parte della BoJ: la valuta nipponica incrocia l'euro a 180,883 (-0,21%) e il dollaro a 155,277 (-0,14%). Vendite sul Bitcoin, che arretra del 4,4% a 88.380 dollari.

Sul fronte dell'energia, avanza il prezzo del petrolio, con il future per gennaio sul Wti a 60,43 dollari al barile (+1,3%) e il contratto febbraio sul Brent a 63,21 (+1,25%). Il prezzo del gas europeo si muove sui minimi da marzo 2022, e sulla piattaforma Ttf di Amsterdam vale 27,15 euro al megawattora (+0,2%). Torna infine a salire il prezzo dell'oro, con il contratto spot a 4.243 dollari l'oncia (+0,82%).

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