A Piazza Affari brilla Tim. Oro e argento sui massimi

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 gen - Chiudono contrastate le Borse europee, contagiate dalla debolezza di Wall Street che sconta l'impatto delle trimestrali delle grandi banche Usa. Sui listini prevale il segno meno, complici anche le tensioni internazionali, mentre il Ftse Mib di Milano resiste sopra la parità e termina a +0,27%.

Al centro dell'attenzione degli investitori resta in particolare il nervosismo sul fronte iraniano, dopo le minacce di intervento da parte di Trump. Intanto, l'Europa ribadisce il suo sostegno all'autonomia della Groenlandia, mentre la Danimarca annuncia un aumento delle risorse militari nella zona. Il tutto mentre continuano a tenere banco le preoccupazioni legate all'indagine penale in corso sul presidente della Fed, Jerome Powell, che solleva incognite circa l'indipendenza della banca centrale americana.

In virtù di questo quadro, continuano a correre i metalli preziosi con l'oro e l'argento che aggiornano i propri record. L'oro spot, dopo aver toccato un massimo storico di 4.639,42 dollari all'inizio della seduta, viaggia in rialzo dello 0,67% a 4.617 dollari. L'argento spot balza del 3,5% sopra i 91 dollari l'oncia (a 91,12 dollari), registrando già un rialzo di circa il 27% dall'inizio dell'anno.

Sull'azionario a Piazza Affari, Tim guadagna la maglia rosa a +4,65%, con gli investitori che guardano al cda del prossimo 19 gennaio e alle possibili sinergie con Poste (-0,54%) nel nuovo piano strategico 2026-29. Pioggia di acquisti anche su Prysmian (+3,45%) grazie all'ottimismo del management per il raggiungimento dei target del quarto trimestre. Bene le utility e il pharma, con Recordati +0,75% e Diasorin +0,91%. Buzzi (+1,88%) recupera dopo il tonfo della vigilia. A diverse velocità il comparto bancario. In coda al listino le vendite colpiscono soprattutto Brunello Cucinelli (-3,32%) e St (-2,35%).

Sul fronte dei cambi, arretra il biglietto verde: vale 1,165 il cross euro/dollaro (+0,1%), 158 il dollaro/yen (-0,6%), 1,344 il cambio sterlina/dollaro (+0,2%). Poco al di sotto dei massimi da due mesi il Bitcoin, che guadagna l'1,9% a 97.520 dollari.

In rialzo il petrolio, con il Brent marzo a 66 dollari al barile (+0,8%), e il Wti febbraio a 61,6 dollari (+0,7%).

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