Piazza Affari sottotono rispetto a listini continentali

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 gen - Le Borse europee riescono a 'dribblare' i dati sul mercato del lavoro Usa, che pure sembrano allontanare un taglio dei tassi Fed a stretto giro, e chiudono in rialzo l'ultima seduta della settimana trainati dai tech (in scia al Nasdaq). Il trend dell'occupazione Usa, infatti, si conferma stabile, seppur leggermente indebolito. Numeri che non portano a quella schiarita sulle future intenzioni della Fed che alcuni osservatori auspicavano, anche se sono aumentate le scommesse su fatto che non toccherà il costo del denaro nella prossima riunione. Ma il fronte banche centrali resta caldo, visto che entro gennaio dovrebbe arrivare anche la decisione definitiva sul licenziamento della governatrice della Federal Reserve, Lisa Cook, in prima battuta bloccato dal tribunale. Addio che, se confermato, farebbe pendere le decisioni della Fed verso Donald Trump (che tira per un drastico taglio dei tassi). Deluso anche chi si aspettava la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sui dazi, lasciando ancora nel limbo migliaia di aziende su entrambe le sponde dell'Atlantico. L'attenzione rimane alta anche sul fronte geopolitico, con le tensioni crescenti tra Usa e Russia dopo il sequestro di due petroliere e le mire degli Stati Uniti sulla Groenlandia.

In questo clima, il Ftse Mib - sottotono rispetto agli altri listini Ue - chiude con un rialzo dello 0,1%, frenato dalle vendite sulle banche. Fa eccezione Mps (+0,7%) che è salita sull'ipotesi, ventilata dalla premier Giorgia Meloni, che il Mef possa dismettere anche la sua quota residua. Al top sul listino principale il lusso di Brunello Cucinelli (+3,3%) ed St (+2,8%) che beneficia dei giudizi positivi di Citi. Rimbalza Amplifon (+1,5%) mentre la corsa del petrolio spinge Eni (+2,1%). Sul fronte opposto realizzi su Italgas (-2,1%) assieme a tutto il comparto utility. Chiude in rialzo Ferrari (+1,3%) dopo una partenza in calo dovuta a una serie di giudizi negativi degli analisti in vista dei conti.

Sul fronte valutario, ancora debole l'euro a 1,1631 dollari (da 1,1650 della vigilia). La moneta unica vale anche 183,85 yen (da 182,85), mentre il cross dollaro/yen è a 158,09 (da 156,95). Risale l'oro sui 4.510 dollari l'oncia (+0,5%) mentre è in lieve aumento il gas ad Amsterdam a 27,6 euro al megawattora (+0,6%). Corrono ancora infine i prezzi del greggio con il Brent (+2,4%) a 63,5 dollari e Wti (+2,8%) a 59,4 dollari al barile.

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