Bene Hera e Generali dopo i conti. Oro in rialzo

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 nov - Le Borse europee ripartono dai record della vigilia in Europa e a Wall Street e iniziano la seduta in buon rialzo, con Milano (+0,44%) sopra quota 45.000 punti e ai massimi da gennaio 2001. Salgono anche Parigi (+0,81%), Francoforte (+0,03%), Amsterdam (+0,21%) e Madrid (+22%). Più indietro Londra (-0,2%) dopo un Pil a +0,1% nel III trimestre e una produzione industriale a settembre in calo del 2%. Il mercato festeggia la fine dello shutdown americano, durato 43 giorni, il più lungo della storia: dopo l'ok al Senato e alla Camera, il presidente Donald Trump ha firmato un pacchetto di spesa per "riaprire" il Governo, ovvero far ripartire le attività federali che erano state paralizzate in attesa di un accordo sull'innalzamento del tetto del debito. "Gli investitori hanno ragione a credere che abbiamo evitato per un pelo la catastrofe", anche in vista della stagione natalizia, cruciale per sostenere i consumi, hanno detto gli analisti di Lpl Financial. Mentre sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche e i timori per una possibile bolla dell'intelligenza artificiale, per il momento accantonati, i riflettori restano puntati sulla stagione delle trimestrali, che si avvia a conclusione sulle due sponde dell'Atlantico.

Anche a Piazza Affari alla prova dei conti sono state chiamate Generali (+0,95%), che ha visto salire l'utile e ha sottolineato la fiducia nel superamento dei target del piano strategico, e Poste Italiane (-0,29%), in discesa nonostante i ricavi record e la conferma delle guidance. Sul Ftse Mib, però, a distinguersi, in negativo, è Azimut: dopo non esser riuscita a far prezzo in avvio, cede al momento il 12%, dopo le richieste della Banca d'Italia su Azimut Capital Management Sgr per il progetto Tnb. Bankitalia, in particolare, ha chiesto un piano di rimedio per rimuovere le carenze rilevate e ha rilevato "un quadro connotato da rilevanti carenze di governance e organizzative". Sul fronte opposto bene Mps (+1,8%), Hera (+2,74%) e Finecobank (+1,95%), dopo che Berenberg ha alzato il target price a 25,5 euro, dai 17 euro precedenti.

Sul valutario, l'euro scambia a 1,1613 dollari (1,1603 in avvio, da 1,1594 ieri in chiusura) e a 179,696 (179,55 , da 179,4). Il cambio tra il biglietto verde e la divisa nipponica si attesta a 154,728 (154,74, da 154,7). Rimbalza il bitcoin dell'1,64% a 103.645 dollari. Tra le materie prime, gas a 30,89 euro al MWh (-0,12%) e oro sui 4.237 dollari l'oncia nel contratto spot (+1%) sui 4.204 dollari nel contratto future (+1,97%). Riduce i cali il petrolio, dopo le forti perdite di ieri: il future di gennaio sul Brent scende a 62,46 dollari al barile (-0,24%), il Wti di dicembre a 58,23 dollari (-0,33%). Infine, spread stabile a 73 punti, con il rendimento decennale che sale al 3,38%.

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