(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 apr - Gli attacchi di Israele in Libano e i contrasti sulla riapertura dello stretto di Hormuz fanno traballare il cessate il fuoco in Iran, con gli Stati Uniti pronti a lasciare forze nell'area fino alla conclusione di un vero accordo, come ha detto il presidente americano Donald Trump. E fanno traballare anche i listini che, all'indomani di una giornata di rialzi record, si muovono con cautela, anche in scia ai ribassi all'Asia (Tokyo -0,73%). Milano, che alla vigilia ha recuperato oltre 28 miliardi di capitalizzazione riavvicinandosi ai valori pre-guerra, si era aggrappata alla parità ma ha poi girato in ribasso (-0,24%), Parigi cede lo 0,55% e Francoforte lo 0,88%. Amsterdam perde lo 0,33%, mentre Londra e Madrid sono attorno alla parità. Intanto, i riflettori sono puntati sul fronte macro (in arrivo negli Stati Uniti il dati sul Pil e sul lavoro), dopo che la Federal Reserve nei verbali dell'ultima riunione, diffusi ieri, ha parlato di tagli di tassi nel 2026 nonostante il conflitto in Medio Oriente. Sull'azionario milanese rimbalzano i petroliferi con il greggio che torna a salire, dopo che alla vigilia il Wti ha registrato il calo giornaliero maggiore dal 2020 (oggi il Wti scadenza maggio sale del 3,23% a 97,46 dollari al barile e il Brent scadenza giugno cresce de 2,7% a 97,31 dollari). Salgono quindi Tenaris (+0,92%) ed Eni (+1,1%), che tra l'altro ha incassato la promozione da parte degli analisti di Rothschild, Ubs e Rbc. Bene anche le utility, con A2a (+2,1%), Italgas (+2%), Terna (1,54%) e Snam (+1,2%) tra le migliori del Ftse Mib con rialzi convincenti. In coda Diasorin (-2,3%), che in avvio era arrivata a cedere oltre quattro punti, Fincantieri (-1,6%) e i titoli del lusso (Moncler -1,7% e Cucinelli -1,3%, in attesa dei dati sui ricavi in arrivo oggi). Giù anche Leonardo (-2,2%). Sale il gas natuale scambiato ad Amsterdam (+0,7% a 45,66 euro al megawattora, dopo una prima posizione a 45,85 euro). L'oro spot scende dello 0,8% a 4.739 dollari l'oncia. Per quanto riguarda gli altri metalli, il rame cala dai massimi di tre settimane toccati ieri e cede lo 0,6% a 12,65 dollari a tonnellata, mentre l'argento scende dell'1,9% a 73,94 dollari. Sul valutario, l'euro perde qualche posizione a 1,1657 dollari (1,1656 in avvio, da 1,1692 alla vigilia). La moneta unica passa di mano a 185,265 yen (185,238 yen, da 185,1), mentre il cambio dollaro/yen si attesta a 158,902 (158,907, da 158,3). Bitcoin cala dello 0,7% a 70.980 dollari. Infine lo spread è in rialzo a 78 punti, uno più della vigilia, con il rendimento decennale che aumenta al 3,75% dal 3,71% precedente.
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