Il Brent torna a 100 dollari, Leonardo in rally

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 12 mar - L'intensificarsi degli attacchi in Medio Oriente, con Iran e Stati Uniti che proseguono a suon di minacce, alimentano i timori di un conflitto prolungato e di interruzioni continue del flusso di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. I mercati restano così sotto pressione, con il Ftse Mib di Milano che chiude in calo dello 0,7%, riducendo leggermente le perdite sul finale, mentre i principali indici di Wall Street perdono più dell'1%, e il petrolio continua la sua corsa. Teheran ha alzato ancora il tiro: la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei, nel suo primo discorso ufficiale, ha dichiarato che la chiusura dello Stretto di Hormuz dovrebbe continuare e intensificando gli attacchi a petroliere e infrastrutture energetiche nel Golfo Persico. Dal canto suo, il presidente Usa Donald Trump ribatte che se il prezzo del petrolio sale gli Stati Uniti si arricchiscono. Ma l'agenzia internazionale per l'energia (Aie) avverte che è in corso "l'interruzione più significativa" delle forniture globali di petrolio della storia internazionale, rilevando che i Paesi del Golfo stanno attualmente riducendo la loro produzione di almeno 10 milioni di barili al giorno a causa del blocco di Hormuz. Così, la decisione (di ieri) del rilascio delle scorte di emergenza per 400 milioni di barili, rimane "una misura tampone", in assenza di "una rapida risoluzione del conflitto". In questo scenario, a nulla serve un dato del lavoro americano migliore delle stime, con richieste di sussidi di disoccupazione settimanali in calo di 1.000 unità, in attesa del dato sul Pil (domani). Gli investitori guardano poi ai tagli dei tassi di Fed e Bce che sembrano ad oggi sempre più lontani.

Sul listino milanese, pesanti le banche con Mediobanca (-3,9%) e Mps (-4,3%) maglia nera, dopo i guadagni della vigilia post ok alla fusione. Sul fronte opposto, torna a correre Leonardo (+5,7%), che ha aggiornato i massimi dopo il piano e i conti. Bene anche Generali (+1,5%) con il mercato che apprezza i conti solidi, il risultato operativo record e il nuovo buyback. Fuori dal paniere principale spiccano le forti perdite di Avio (-8,8% dopo conti e guidance) e Mfe (-11%).

Sul fronte energetico, il Brent ha nuovamente superato i 100 dollari al barile, per poi riportarsi poco sotto (sui 99 dollari), e il Wti segna un rialzo di oltre l'8% a 94,6 dollari. Il gas ad Amsterdam sale poco più dell'1% a 50,8 euro al megawattora. Sul valutario, l'euro si indebolisce ancora a 1,519 dollari (da 1,155 in avvio e 1,156 ieri). Il cambio euro/yen è 183,45 (da 183,51 e 183,75) e il cross dollaro/yen a 159 (da 158,9). Il Bitcoin è poco mosso sui 70.000 dollari e l'oro viaggia poco sopra i 5.100 dollari l'oncia.

dim

Gli ultimi video Radiocor

(RADIOCOR) 12-03-26 17:42:56 (0612)NEWS,ENE 3 NNNN


(END) Dow Jones Newswires

March 12, 2026 12:42 ET (16:42 GMT)