Brent -9,8% a 89$, Wti a 85$ (-10%). Giù anche gas (-16%)

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 10 mar - La discesa del petrolio sotto i 90 dollari favorisce il rimbalzo delle Borse europee, che puntano su una de-escalation in Iran, incoraggiate dalle parole del presidente Usa, Donald Trump, che ieri sera ha detto che la guerra finirà "molto presto". Il Ftse Mib di Milano guadagna così il 2,67% trainato da banche e tech, recuperando quasi 22 miliardi di capitalizzazione dopo le ingenti perdite della scorsa settimana. Alle parole di Trump si sono aggiunte quelle del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, che ha sottolineato che "questo non è il 2003, non sarà una guerra infinita", riferendosi all'invasione dell'Iraq. Segnali di distensione che però convivono con fasi di intensificarsi delle tensioni: lo stesso Hegseth ha detto che gli Usa andranno avanti fino alla "sconfitta completa del nemico", mentre Alì Larijiani, capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran, dopo aver minacciato direttamente Trump ha detto che "Hormuz sarà uno Stretto di pace e prosperità per tutti oppure uno Stretto di sconfitta e sofferenza per i guerrafondai". E a proposito di Hormuz, Keir Starmer ha concordato con Friedrich Merz e Giorgia Meloni di lavorare a una soluzione per ripristinare la libera navigazione commerciale attraverso lo stretto.

In questo contesto altalenante, il prezzo del petrolio è crollato - con il Brent a 89,2 dollari al barile (-9,8%) e il Wti a 85,1 dollari (-10%) - insieme a quello del gas (-16,6% a 47 euro al Mwh). Saudi Aramco, la più grande compagnia petrolifera al mondo, ha dichiarato che esporterà circa il 70% delle sue normali spedizioni di greggio entro pochi giorni, ma ha anche avvertito che ci saranno "conseguenze catastrofiche" per i mercati petroliferi mondiali se la guerra continuerà a bloccare Hormuz. "Anche se le ostilità principali dovessero placarsi, la prospettiva di continui attacchi di bassa intensità" a "infrastrutture energetiche potrebbe prolungare l'instabilità dei mercati fino al prossimo anno", commenta Kerstin Hottner, Head of commodities di Vontobel, che raccomanda agli investitori di "rimanere vigili".

Sull'azionario, a Piazza Affari banche protagoniste, con UniCredit in prima fila a +5,7%. Occhi puntati anche su Mps (+4,9%) e Mediobanca (+5%), mentre il mercato aspetta di conoscere i dettagli della fusione tra i due istituti. Acquisti anche sui tech: St chiude a +5,6%, in linea con il settore europeo, rialzi di cui beneficia Prysmian (+4,9%) grazie al suo business di cavi per tech e tlc. In coda Inwit (-1,8%).

Sul valutario, l'euro scambia a 1,1644 dollari (da 1,1593 di ieri in chiusura). La moneta unica vale anche 183,5 (da 183,2), mentre il cross dollaro/yen è a 157,6 (da 158,1). In rialzo l'oro, con il contratto spot a 5.231 dollari (+1,9%), e l'argento a 89,6 dollari (+3%).

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