(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 mar - Indici europei nervosi ma in territorio positivo a metà seduta, sulle speranze di un allentamento della tensione in Medio Oriente e in attesa di sviluppi, in un contesto che resta di elevata fragilità. Milano sale dello 0,2%, Parigi è sulla parità come Francoforte, Amsterdam dello 0,25% mentre Madrid svetta con un +0,8%. Restano in forte rialzo i prezzi del petrolio (+2,3% il Brent a 83,29 dollari e +2,9% il Wti a 76,85) mentre resta alta l'attenzione sulla chiusura dello Stretto di Hormuz e dopo che la Cina ha chiesto alle sue principali raffinerie di interrompere le esportazioni. In altalena il gas europeo (+6% a 51,7 euro al MWh). I mercati si stanno stabilizzando su livelli più bassi dopo lo shock iniziale che ha portato al rally dei prezzi energetici, all'ondata di vendite sull'azionario e alla rincorsa ai beni rifugio. I fondamentali pre-guerra erano solidi, fanno notare gli analisti, ma la view del mercato in queste sedute può cambiare rapidamente e in maniera brusca. Intanto, gli investitori hanno preso spunto per recuperare la debolezza iniziale da alcune dichiarazioni del viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi - riprese da Bloomberg - che, parlando dei negoziati Usa-Iran prima del conflitto, ha ricordato che l'Iran si era detto anche pronto a eliminare le scorte di uranio arricchito. Un elemento che il mercato prova a leggere - come ieri con le indiscrezioni del New York Times - come la ricerca di un canale diplomatico alternativo alla guerra. Guerra che, invece, sul campo prosegue senza segnali di distensione. Sull'azionario milanese, spiccano gli strappi su singoli titoli: Campari vola del 10% dopo i dati migliori delle attese e l'aumento del dividendo, mentre St prende un 5,6% in un contesto positivo per tutto il comparto europeo. Bene le utility, con Snam (+2%) in testa dopo i conti. Piomba a -15% Nexi dopo i conti, con il mancato annuncio del buyback e la guidance deludente che hanno fatto scattare le vendite (il titolo è arrivato a perdere anche il 20%). Giù anche Amplifon (-10,3%) con i conti sotto le attese e le mancate indicazioni sulla guidance che hanno riportato le azioni ai minimi dal 2017.
Sul valutario, il dollaro perde qualche posizioni e l'euro torna sopra quota 1,16: euro/dollaro a 1,1610 (1,1588 stamattina e 1,1631 ieri sera), dollaro/yen a 157,37 (da 157,02) ed euro/yen a 182,69 (da 182,67). Bitcoin in rialzo dell'1,9% a 72.709 dollari. Tra i preziosi, l'oro spot sale dello 0,88% a 5.165 dollari l'oncia, l'argento dello 0,83% a 84,20 dollari.
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